Mi presento:
Con scadenza, all'incirca settimanale gli articoli cambieranno.
Prefazione :
33° Il Pentacolo astronomico del pianeta Venere
Venere è un pianeta assai importante per la cultura umana. Al di là delle peculiari connotazioni astronomiche, si tratta di un corpo celeste che ha diretta influenza nell'ambito quotidiano, sia per motivi astrologici non spiegabili scientificamente che per particolari influssi culturali che hanno reso questo pianeta un simbolo essenziale di tutte le società terrestri. Analizzando e studiando nel dettaglio, per motivi professionali, i miti antichi e le credenze che risalgono alla Preistoria, mi sono infatti accorta come il riferimento a Venere sia costante e univoco in qualsiasi epoca. I segni che lo rappresentano, le tradizioni popolari, fino alle infamie attribuitegli dal Cristianesimo: tutto fa pensare a un astro essenziale per la vita stessa, al punto che alcuni popoli, come ad esempio i Maya, basarono il loro calendario religioso sui moti di Venere. Il perché di questo interessamento è semplice e risale a quei simboli archetipici che sono ancestrali nella memoria collettiva e che fanno parte del bagaglio culturale inconscio di ognuno di noi. Abbiamo scritto, nella rubrica "Simbolismo", che il pentacolo, ovvero la stella a cinque punte, è decisamente un simbolo positivo, di vita, di fecondità, associato nell'Antico Egitto alle inondazioni annuali del Nilo associate alla levata eliaca di Sirio. Analizzando anche simboli relativamente orripilanti come il Bafometto, ci si rende conto che essi sono la rappresentazione di forze naturali legate alla vita e alla prosperità. Se il Pentacolo rappresenta un essere umano disposto a braccia aperte e a gambe divaricate, con gli arti e la testa a formare le cinque punte, il pentacolo rovesciato, con la punta all'ingiù, diventa il simbolo stesso della gravidanza, della vita che nasce dentro la vita.
Il Bafometto infatti rappresenta da un lato l'Androgino Assoluto, simbolo della perfezione divina di cui anche noi uomini siamo portatori; e dall'altro, la fecondità dataci dalle ovaie femminili, che con l'utero e le tube di Fallopio assume una forma assolutamente peculiare. Questa forma è tipica di alcune strutture del cosmo: la spirale, il numero aureo, la sequenza di Fibonacci. In natura la si rinviene nell'animale che allo stato selvatico era alla base del nutrimento degli uomini preistorici, ovvero la capra. Tutti hanno in mente l'iconografia terribile e spaventosa del Satana cristiano: un essere dalla testa di caprone, peloso, orribile. Peccato che questa rappresentazione sia solo il costrutto dei teologi dell'Inquisizione, una finzione, un'ideazione filosofica e visuale tesa a sradicare dalle campagne l'antica religione pagana che è antica di trentacinquemila anni (ma con ogni probabilità anche di 80mila!). Il caprone satanico non esiste e non è mai esistito se non nella fantasia malata e misogina degli inquisitori medievali e controriformisti, nella loro brama di potere e di schiavizzazione ideologico-religiosa delle masse. Infatti le divinità malvagie nelle varie religioni non assumono aspetti di animali terrestri, ma di entità astratte: basti pensare al Dio egizio Seth, raffigurato con la testa di una specie di formichiere, in realtà un animale non esistente perché rappresentante concetti di sterilità di assenza di vita riassunti dalle sabbie desertiche. Altri Dei maligni, come il norreno Loki, invece venivano associati al gelo dei ghiacci, anch'esso portatore di sterilità e morte. Tifone, avversario di Zeus, invece incarnava le tempeste distruttive, i cicloni, gli uragani, al pari del messicano Hurracan da cui questi fenomeni prendono il nome. Il senso è che il Male non è piccolo, ma qualcosa di globale, come possono esserlo le dune del Sahara che cercano di insabbiare e distruggere i fertili campi della Valle del Nilo. Gli animali, nessuno di essi, viene considerato dalle religioni più antiche malvagio e impuro, perché gli animali sono i fratelli dell'uomo, ci sfamano, ci aiutano. Le religioni che impediscono il consumo di certi alimenti lo fanno per motivazioni igienico-sanitarie, come nel caso dell'afta epizootica per i maiali in Medioriente. E allora, perché un animale utile, importante e benefico come la capra, che era alla base dell'alimentazione dei nostri antenati fin dal più remoto Pleistocene, venne trasformato in un simbolo del Male, del Diavolo, dell'Avversario del Bene? Ovviamente se questo animale è il simbolo della Vita, della sacralità delle forze naturali, della fecondità del Sole e dei raggi solari connessi alla Madre Terra che partorisce gli esseri umani evoluti, è chiaro che quel simbolo diviene, agli occhi di una religione che si vuole imporre con la forza, un emblema da estirpare ad ogni costo. Ecco allora che le corna della capra, dello stambecco, del muflone, del toro divengono simboli della malvagità: una malvagità che in quanto tale non esiste, non può esistere in quella forma. Perché noi esseri umani, almeno di quelli di sesso femminile, possediamo all'interno del nostro corpo esattamente della divina proporzione spiraliforme che è l'essenza dell'armonia stessa delle galassie. Le ovaie, le tube, l'utero: sono stilisticamente raffigurabili come le corna di una capra o di un altro ovino, e da un punto di vista geometrico si possono disegnare inscritte a un pentacolo rovesciato. Tutto torna!
Claudio
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