Suggerisco a tutti di visitare la cripta dove risiede il Santo e provare quella forza e quell’emozione che si provano solo in quel luogo.
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Dopo questa brevissima ma eloquente introduzione ottocentesca del prof. Malvezzi, che lo studiò nel XIX secolo, cercheremo nel nostro piccolo di portare all'attenzione degli appassionati e dei ‘ curiosi ’ come noi, alcuni particolari facilmente individuabili nel vetusto tempio del capoluogo di regione lombardo (che fu cattedrale prima dell'attuale Duomo).
Comprese delle curiose ‘ scacchiere ’ - ben quattro! - poste in verticale, motivo per cui è da escludersi l’intento ludico.
Non descriveremo pertanto la Basilica dal punto di vista storico -architettonico, cosa che in altre sedi si potrà esaurientemente reperire, ma ci interrogheremo sulla bellezza misteriosa di taluni simboli presenti in profusione nell'atrio antistante l'edificio, che è la parte più antica pervenuta fino a noi.
Si trovano infatti elementi di influenza longobarda, carolingia e romanica.
Questo atrio venne fatto costruire da Ansperto da Biassono, che fu arcivescovo di Milano fino all' anno 881, data della sua morte, venendo sepolto nella basilica stessa, in cui si trova tutt'oggi l'epitaffio che lo ricorda.
Prima di questa chiesa è certo che vi sorgesse un precedente edificio di culto che risaliva ai tempi di Sant’Ambrogio (356 d.C.), figura importantissima per la città e dove egli volle essere sepolto; fu poi rimaneggiata nelll’VIII secolo e dunque- come già accennato- nel IX sec. per giungere a noi nelle sue attuali forme romaniche conferitele dall’XI al XII secolo, che è il periodo al quale dovrebbero risalire la maggior parte delle sculture dei capitelli delle colonne dell'atrio romanico.
Quest'ultimo si presenta a quattro portici delimitati da archi semicircolari e per questo è chiamato anche ‘ quadriportico ’.
L'accesso è consentito dal lato ovest e dal lato nord; lungo i fianchi nord e sud si notano sarcofagi e sepolcri vuoti, lapidi e medaglioni a ricordo di chi fu sepolto in questo luogo, ma anche frammenti di colonne, e gli originali di alcune architravi o soglie che furono poi rifatte in copia fedele e che attualmente sormontano le porte di accesso.
Il gioco di luci ed ombre è spettacolare e fa ipotizzare precise corrispondenze di tipo archeo-astronomico.
In allegato qui sotto trovate un file, apritelo e percorrete l’interno della basilica con fotografie e commenti.
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