Pensiero e materia sono solo due modi con cui l’energia si manifesta. Tra di essi ci sono delle relazioni.
Il pensiero ha anche una modalità di essere in cui diventa materia o può modificare la materia.
Questa relazione tra mente e materia apparve di colpo alla mente di un famoso sensitivo italiano, Gustavo Rol.
Rol intuì un legame tra la nota ‘fa’ e il colore ‘verde’, questo fu la chiave di accesso ad una forma di conoscenza che modificava la realtà col pensiero. Rol usava questa conoscenza come un gioco, modificava le carte da gioco o le parti di un quadro. Entrare nel mondo delle vibrazioni significava suonarle come i tasti di un pianoforte. C’erano vibrazioni che, una volta conosciute, trasformavano la materia.
Cominciò a comunicare con l’energia che unisce materia e mente il giorno in cui vide in un negozio un mazzo di carte dal dorso verde, lo portò a casa e scoprì che il dorso era nero. Possibile che non avesse riconosciuto questo colore? Continuò a sentire il verde che vibrava nella sua testa e intui’ di colpo che la sua vibrazione corrispondeva alla 4° nota musicale, una frequenza che poteva essere percepita come calore. Cominciò a stabilire relazioni tra colori, suoni e gradazioni termiche, un concetto presente anche nei Veda.
Rol scrisse:
“ Ho scoperto la legge che lega le vibrazioni cromatiche del verde e quelle sonore della quarta nota musicale a certe vibrazioni termiche: il segreto della coscienza sublime, la quale abbraccia le squisite intuizioni che, attraverso l’ordine e l'armonia, conducono l’uomo alla percezione della propria identita’ spirituale ”.
Una variazione nella percezione materiale che diventa analogica, chiave di connessione con le gradazioni dell’energia e, perciò stesso, trasformante, si rivela chiave dello spirito, senza discontinuità.
Il verde è il colore della crescita, la vibrazione della clorofilla, ma anche il fa è il suono della crescita, la nota che fa crescere i fiori. Colore-suono-calore sono la chiave per penetrare i segreti della vita e aprire un canale extrasensoriale, ma insieme aprono lo spirito e lo fanno evolvere dalla passività all’attività.
Dopo quell’illuminazione, Rol fu capace di operare cambiamenti nella materia.
Ogni chakra corrisponde a un colore, a una nota musicale, a un pianeta, a una pietra, a una funzione.... tutto si lega nell’universo secondo legami analogici che la nostra scienza preferisce ignorare, la scienza e’ radicata del dettaglio, la saggezza e’ lo spirito come scoperta dell’Unità primaria che sta dietro i fenomeni apparenti.
Vibrazione (movimento), frequenza (altezza), suonocolore, aspetti dell'Essere, e intuire la loro unione è il gradino in più, che sorpassa il fenomeno.
Anche se Rol non esibì mai in un teatro e mantenne una vita sobria e ritirata, rimane uno dei sensitivi più grandi del nostro tempo. Fu visitato e ammirato da persone molto famose, re, ministri, capi di stato….Churchill, De Gaulle, la regina d’Inghilterra, Einstein, Fermi, D'Annunzio, Mussolini, Reagan, Pio XII, Cocteau, Dali’, Agnelli, Einaudi, Kennedy…..e tutti restarono stupiti dalle sue capacita’ incredibili di modificare la materia e di conoscere l’inconoscibile.
Biagi scrisse: “« Vive a Torino il dott. Gustavo Adolfo Rol, un sensitivo Èin grado perfino di fare viaggi nel tempo, di conversare con entità che hanno raggiunto l’oltretomba da secoli o di far piombare in un salotto col belato della capra anche il suo campanaccio. Un busto di marmo pesantissimo, senza che nessuno si muovesse, passò da un caminetto al centro di un desco » ”.
“ Le possibilità di Rol spaziavano dalla visione a distanza (lettura di libri chiusi, visione di cose che si trovano in un altro luogo o di ciò che accade in un altro luogo) ai viaggi nel tempo (con escursioni nel passato e nel futuro) sperimentati da parte dei presenti all'esperimento, dalla veggenza selettiva (osservazione dell'aura energetica che circonda il corpo umano, utile all'identificazione di malattie) all'endoscopia (la visione dell'interno del corpo umano). Era in grado di agire dinamicamente sulla materia, cioè poteva spostare a distanza oggetti di qualsiasi genere (telecinesi ), o materializzarli e smaterializzarli (apporti/asporti ), sapeva prevedere gli eventi futuri (chiaroveggenza), leggeva nel pensiero (telepatia), era in grado di guarire persone ammalate anche molto distanti (tra i sistemi usati anche quello della pranoterapia) o trovarsi in due luoghi differenti nello stesso momento (bilocazione ), poteva attraversare superfici solide (ad es. pareti) o far attraversare superfici solide a qualsiasi oggetto, così come poteva estendere o ridurre il corpo fisico a piacimento. Durante i suoi esperimenti potevano verificarsi apparizioni di spiriti, che contribuivano alla dinamica degli esperimenti. Questi spiriti non erano però quelli dei defunti, anzi Rol sosteneva fermamente che i defunti non fossero tra noi. Ciò che gli uomini chiamano spiriti, non sono altro che i residui psichici lasciati dai defunti al momento della morte. Infatti, cosi’ come viene lasciato un residuo organico alla morte del corpo, viene anche lasciato un residuo psichico. Questo residuo e’ stato chiamato da Rol “ spirito intelligente ”... Per Rol ogni cosa ha uno spirito, però quello dell’uomo è uno spirito intelligente, per le superiori possibilità che la sua natura gli ha conferito. Il rapporto tra Rol e gli spiriti non aveva nulla a che vedere con questioni medianiche, si trattava invece di qualcosa non molto diverso da alcune pratiche egizie e sumero-babilonesi. Infine, Rol produceva altri due tipi di fenomeni particolari, e cioè la proiezione a distanza di figure o scritte (soprattutto a grafite) su ogni genere di superfice e la pittura a distanza (che potremmo chiamare telepittura) - dove pennelli e spatole si libravano per aria da soli e dipingevano in pochi minuti quadri di pregevola fattura con l'aiuto dello “spirito intelligente ” di un pittore scomparso (Ravier, Picasso, Goya, etc.) ”
« È cosi’ che ho sperato che fosse proprio la Scienza ad aiutarmi a riconoscere e codificare queste mie sensazioni che sono certo ogni uomo possiede, e sara’ la Scienza stessa a rivelare queste facolta’ e promuoverle in tutti gli uomini...».
Le mani
Uno dei migliori sistemi di rilevazione naturale delle radiazioni emesse dalle cose sono i polpastrelli.
Dovremmo esercitarne la percezione per sentire per es. la differenza di irradiazione di un organismo in crescita (una pianta) e un organismo non vivente (un sasso) o tra le parti diverse della pianta, come la foglia, il boccio, il fiore. Il boccio, in particolare, è la parte più vibrante ed è possibile, con un pò di allenamento, porre i polpastrelli a pochi mm da esso e avvertire un formicolio come formato da molle elettriche. Anche i palmi delle mani sono ottimi registratori sensoriali.
Con un pò di pazienza è possibile distinguere anche le radiazioni cromatiche diverse irradiate da fogli colorati (meglio se in carta patinata) e i polpastrelli possono associarle ai diversi colori.
Quando un raggio di luce cade su una superficie, una parte delle sue componenti frequenziali viene assorbita e una parte viene rimbalzata, costituendo ciò che noi vediamo come colori. Un colore è un’onda di energia un movimento, è anche un calore, e può essere percepito in modo tattile, dinamico e termico.
Ad occhi chiusi e con i polpastrelli a un mm dalla superficie colorata possiamo sentire le differenze tra un colore e l’altro o la forma della superficie (triangolo, quadrato ecc.) fino a leggere con le dita lettere stampatello abbastanza grandi.
Le energie comunicano tra loro.
La Russia e’ sempre stata aperta a considerare le energie. Dal 1920 sono state studiate le interazioni tra sistemi viventi. Un esperimento di Gurwitch scoprì che, collegando con dei rilevatori punte di cipolla ad una radice i processi di moltiplicazione si acceleravano. Si notò una radiazione elettromagnetica con una debole luce ultravioletta e un debole flusso di fotoni.
A Milano con un fotomoltiplicatore si sono orientati degli elettroni con un cristallo radioluminescente capace di tradurre in impulso luminoso parte dell'energia che una particella nucleare cede alle strutture atomiche del cristallo. Così si sono evidenziati gli impulsi dei singoli fotoni cercando di dimostrare il test di Gurwitsch. Si è scoperto che i semi germinanti di alcuni cereali o leguminose, a inizio germinazione, emettevano una debole luce giallo-rossa, che aumentava col crescere delle piantine; quando però queste erano esposte al sole ed appariva il verde dovuto alla clorofilla, i biofotoni non erano più osservabili.
Il test è stato fatto su diversi semi di cereali: frumento, mais, riso, e leguminose: fagioli, lenticchie, ceci, e sempre con emissione di fotoni verde-rossi. Con succhi di piante a luce era più intensa, e, se si rimescolavano, apparivano fiotti di luce.
Tra i ricercatori che studiano i biofotoni, citiamo il gruppo di Fritz-Albert Popp .
È accertato che gli organismi viventi, e anche le piante, emettono i bioenergia sotto forma di radiazioni, prevalentemente dalle estremita’, con una componente termica, e una elettrico-magnetica.
L’essere vivente ha un proprio campo magnetico in grado di perturbare e di essere perturbato. Ogni variazione del campo, indotta dalla relazione tra i due soggetti, si traduce in una redistribuzione di energia. Se ci sono differenze d'energia si ha emissione di biofotoni. Questi passaggi spiegherebbero, forse, anche la pranoterapia.
Il bioterapeuta emette energia a un livello superiore al normale e si comporta con l’energia del paziente secondo la teoria dei vasi comunicanti a diverso livello di liquido, per cui esso passa dal recipiente in cui è più alto a quello in cui è più basso. Ma due vasi comunicanti devono essere vicini per operare il passaggio, nel mondo della fisica sottile, invece, questa vicinanza non è obbligatoria.
Bruno Severi, in un articolo che tratta dei paradossi della meccanica quantistica, dice:
“ Due particelle provenienti da una stessa sorgente e che si allontanano, rimangono unite da un misterioso legame al di là di ogni barriera spazio-temporale che si interponga. Se agiamo in qualche modo su una delle due, anche l’altra ne risentirà istantaneamente, nonostante la distanza. Recenti esperimenti hanno confermato la veridicita’ di questo fenomeno. Questa sorta di azione a distanza ha sconvolto le menti dei fisici ed in primo luogo di Einstein. Che cosa sia questa misteriosa connessione che tiene legate le due particelle non ci e’ ancora dato di sapere. Einstein definiva questo fenomeno, per lui impossibile, “ azione fantasma a distanza ”. Alcuni fisici di spicco ritengono che alla base di questo bizzarro comportamento ci sia il fatto che due particelle, che si siano incontrate ad un certo momento della loro esistenza o che abbiano avuto origine dallo stesso processo fisico, non possano avere due destini assolutamente distinti. Formerebbero, in definitiva, un unico sistema che le tiene unite e le comprende, anche se vanno su due galassie diverse nell’universo. Il misterioso legame che le unisce rappresenterebbe una sorta di “ connessione telepatica ” che, per l’istantaneità con la quale si verifica, abbatterebbe la famosa barriera della velocita’ della luce sostenuta dalla teoria della Relatività di Albert Einstein. A prima vista, questo superamento della velocità della luce potrebbe sembrare un fatto interessante ma senza eccessive conseguenze. Dal punto di vista teorico, tuttavia, ha un’importanza enorme perché, se così fosse, il futuro potrebbe influenzare il passato ed il principio di causa-effetto sarebbe completamente ribaltato.
Fenomeni, a livello quantistico, che sembrano dar forza a questo incredibile paradosso si stanno pian piano accumulando.
Facendo un poderoso balzo a ritroso nel tempo, mi viene da pensare che se la teoria del Big Bang è valida, questa strana caratteristica della non località dovrebbe riguardare tutta la materia e tutte le particelle che si sono originate da questo evento primordiale. La teoria del Big Bang prevede che l’universo sia nato circa 15-20 miliardi di anni fa da un unico oggetto di dimensioni molto ridotte e nel quale era concentrata tutta la materia del futuro universo. Un’esplosione di dimensioni inimmaginabili avrebbe diffuso radialmente questo concentrato di materia che, ancor oggi, si sta propagando verso i confini più remoti dell’universo. Allora, se pensiamo che tutta la materia, e così pure le particelle atomiche e subatomiche, hanno tutte avuto origine da un unico corpo nel momento del Big Bang, ne conseguirebbe che, sin da allora, ogni particella dell’universo possa avere acquisito questi rapporti non locali, questa sorta di “ destino e di comportamenti in un certo modo condivisi ” che abbiamo descritto sopra. In definitiva, nulla in natura potrebbe essere completamente isolato e sottili e misteriosi rapporti unirebbero tutto il creato al di là di ogni separazione sia nello spazio che nel tempo. ”
L’ipotesi di una comunanza cognitiva viene dalla fisica più moderna e ne potremmo trarre la conclusione che noi siamo connessi a tutto ciò che esiste e ne partecipiamo.
La radioestesia ci dice che possiamo verificare in pratica la possibilità di venire a sapere cose ignote o lontane o nascoste.
Sembra che lo strumento attivi una chiaroveggenza presente in tutti, come conoscenza diretta di cose lontane o invisibili, come se il nostro sistema nervoso fosse in contatto continuo con tutto l’esistente.
Ognuno di noi ha in teoria la possibilità di accedere alla conoscenza totale, in cui sarebbe immerso, come una cellula è immersa in tutto l’organismo che la contiene. Questa conoscenza simbiotica è inconscia, non arriva alla mente pensante. Ma il pendolo o il biotensor possono tradurre le informazioni a livello di consapevolezza. Per attuare questo passaggio, la mente deve restare vacua, vuota, senza predisporre delle risposte, perché altrimenti, riceverebbe solo quello che lei stessa pensa.
Occorre non avere idee precostituite e usare lo strumento in modo neutro e tranquillo, spersonalizzato, mai con agitazione e spinte emozionali o inducendo la risposta, quasi con noncuranza, con una forma di disattenzione che ponga la nostra mente in stato alfa, lo stato sognante
La radioestesia può essere mentale ( si fanno domande ) o parafisica ma, se non si è capaci di addormentare la nostra mente cosciente, e’ meglio evitare la radioestesia mentale, perché potremmo cadere in autosuggestioni, o influenzare in modo arbitrario lo strumento. Solo se saremo impersonali, lo strumento ci aiuterà a tirar fuori quello che sappiamo oltre il razionale.
La radioestesia dice che siamo campi di energia immersi in campi di energia più ampi entro cui esistono interferenze. L’universo in fondo è solo pensiero che si pensa. E nessuna cosa è una parte separata, ma tutto è in un intero, una totalità.
La coscienza razionale percepisce le cose come separate, l’inconscio conosce solo l’Unità.
Quando usiamo il biotensor bene, uscendo da noi stessi, il nostro livello di energie sale. E così avviene mentre si prega, la nostra vibrazione diventa più alta.
Quando invece uno è agitato da cattivi pensieri o sentimenti, se bestemmia in cuor suo o ha emozioni negative o pensa all’odio verso qualcuno, lo strumento taglia e può addirittura fermarsi. Per cui è bene usare ogni strumento che abbiamo, interno o esterno, con animo buono e a fin di bene.
Naturalmente lo strumento non basta, occorre una ricettività personale.
Leggere libri non basta, occorre molto esercizio. In italiano non ci sono buoni testi di radioestesia, i migliori sono in tedesco perché in Germania questa indagine è stata presa seriamente a differenza dell’Italia e lo stesso governo se n’è interessato, promuovendo ricerche interessanti. A Monaco nell’89 il Ministero della Ricerca e della Tecnologia coinvolse 18 docenti universitari di varie facoltà per capire quanto la Radioestesia fosse scientifica. L’operatore era tenuto con occhi e orecchi tappati (il 50% delle nostre informazioni ci arrivano dagli occhi) e spostato su una pedana a rotelle per trovare vene d’acqua o faglie ecc.. Sono stati esaminati 500 radioestesisti, di cui solo il 10% fu ritenuto valido, la ricerca durò due anni. Molti risultati furono attribuiti al caso.
Hartmann è lo studioso di questo campo più noto in Italia, un medico che ha limitato la sua ricerca alle zone geopatogene (vene d’acqua, rete di energie ecc.). In realtà sembra ci siano anche frequenze d’onda di senso e provenienza ignoti, molte vengono dallo spazio, da altre galassie, di cui non sappiamo niente.
Anche Curry è molto noto, si fece aiutare da un sensitivo, non scrisse libri e fu un suo collega a riportare le sue conferenze. Fece una ricerca profonda nelle case dove erano morte persone di tumore, faceva spostare tutti i mobili e cercava le frequenze d’onda patogene. Faceva anche diagnosi, non era un medico ma era in grado di determinare il tipo di cancro in tempi in cui non esisteva TAC.
Schneider è un fisico tedesco che realizza l’antenna Lecher che serve a determinare le zone geopatogene ed e’ poi stata usata anche per fare diagnosi.
La vera antenna di Lecher ha un rettangolo graduato con due manici alla base in oro puro e sul rettangolo un filo d’argento.
L’operatore può fare ricerche con la sua antenna solo se è sano (lo dicono anche gli operatori del sistema VEGA o MORA), altrimenti nascono alcuni problemi. Anche per Hartmann non conta solo la presenza di una zona geopatogena, conta anche la persona dell’operatore, il suo carattere, la sua tipologia, la sua salute...
La percezione dipende da capacità individuali. Essere sensitivi aiuta molto. Ci sono persone più ricettive e sensibili a cui lo strumento reagisce vivacemente, altri non lo fanno nemmeno muovere e hanno bisogno di più tempo. Lo strumento non funziona allo stesso modo con tutti.
Il sensitivo americano Ted Serios impressionava una lastra fotografica a distanza, una volta produsse la foto di un feto nel grembo materno a 90 km di distanza dall’oggetto.
Uno degli studiosi più noti è Lakhowsky, un fisico e biologo russo, che ha applicato molte sue invenzioni alle ferrovie francesi e ha scritto ‘ Il segreto della vita ’. Lavorava con un accademico di Francia e faceva test sulle piante, era capace di far cadere la parte tumorale della pianta, creava spirali protettive aperte, circuiti oscillanti, per le piante. Ha prodotto moltissime prove scientifiche sulle degenerazioni cellulari prodotte dall’irraggiamento geopatico. E i suoi circuiti oscillanti avevano il compito di ripristinare l’equilibrio cellulare perduto. Considerava la cellula come un circuito oscillante come un solenoide il cui avvolgimento erano i filamenti del DNA. In caso di salute cellule, tessuti e organi oscillerebbero in relazione armonica, in caso di malattia si provocherebbe uno squilibrio oscillatorio.
Ma anche senza strumenti complessi e con due semplici bacchette a elle si possono individuare facilmente in casa le zone geopatogene, confrontando il loro movimento su luoghi che sappiamo essere positivi per noi con altri che sappiamo essere negativi. Con facilita’ vediamo che le bacchette ad elle (meglio se non le tocchiamo e impugniamo dei cilindretti che contengono le aste corte) divergono nettamente in certi luoghi e si incrociano rapidamente su altri. Sta a noi decodificare il messaggio.
Le bacchette a elle dovrebbero essere di rame. Sono molto usate in Germania. Basta prendere dal ferramenta due bacchette di rame al cadmio con un lato di 15 cm e uno lungo a piacere (60 o 65), va bene qualsiasi misura. Più le aste lunghe sono lunghe, più sono sensibili. Se le avviciniamo a una persona con problemi, si incrociano subito. Se le passiamo sopra il corpo di un soggetto sdraiato si incrociano sopra i chakra principali.
Gli strumenti che si possono usare sono tanti, il biotensor francese ha ad un’estremità una pallina di lapislazzuli o quarzo ed è molto sensibile. Alcuni di questi strumenti sono molto costosi ma non per questo migliori.
Nei fatti lo strumento ha poca importanza, non ha alcun valore se è d’oro o di alluminio, o se usiamo un tappo di sughero in cui è infilato un filo di PVC con all’estremo una pallina di legno. Non vale la pena spendere soldi. Lo strumento di per sè non serve a niente, il vero strumento siamo noi.
In radioestesia cerchiamo gli oggetti che sono compatibili o no con la nostra energia. Possiamo spiegare questa compatibilità con un esempio della fisica.
Col laser vediamo cosa accade quando due vibrazioni si sintonizzano o si dissociano, quello che avviene può avere una potenza incredibile. La bomba atomica, la forza nucleare stanno su questo piano. Una potenza enorme puo’ originarsi quando forze sottili sottostanti alla materia confliggono o si armonizzano.
Le energie possono essere in sintonia o in dissintonia.
Prendiamo un esempio dall'ottica, l'esperimento di Young.
Una fonte luminosa manda luce su un cartoncino, in cui ci sono due fori. La luce passa dai fori e arriva a un secondo cartoncino formando due cerchi luminosi. Se chiudo con la mano un foro, ho un cerchio; se chiudo l’altro, ho un altro cerchio. Se li lascio aperti entrambi ho due cerchi che si sovrappongono in parte. Ma la zona di sovrapposizione eèa righe, una riga di luce, una riga scura. Perché? La luce è formata da fotoni, informazioni luminose che si muovono in modo ondulatorio. Ognuna ha la sua ondulazione; se 2 onde sono in fase, producono più luce della loro somma, aumentano la loro informazione luminosa e ho una riga luminosa. Se non sono in fase, il risultato è la differenza delle loro intensità e può arrivare a zero e ho una riga nera.
Così viene fuori un insieme di righe nere o luminose.
Vedi l’esperimento con un raggio laser..