Ma cos'è la pranoterapia?
É una delle più antiche forme di cura che l'uomo abbia mai sperimentato. Pranoterapia significa "cura mediante l'utilizzo del prana", e prana è una parola sancrita (antica lingua dell'India) che vuol dire "soffio vitale", responsabile del mantenimento della salute e della vita.
É un'energia in continuo movimento, che tiene unito il nostro corpo.
La pranoterapia non è un'alternativa alla medicina tradizionale e quindi non comporta la sospensione di cure farmacologiche o trattamenti medici; non è una disciplina esoterica, né una pratica ipnotica, ma un metodo assolutamente naturale (l'impiego delle mani) che non altera lo stato di coscienza del soggetto che vi si sottopone.
Perciò chiunque può ricevere il prana: bambini, persone anziane, impiegati, automobilisti, sportivi, casalinghe.
Secondo la filosofia orientale, causa della malattia altro non è che un blocco, un ristagno, una disarmonia dell'equilibrio energetico.
Ed è proprio su questo che agisce il pranoterapeuta, il quale non è un medico: è solo una persona che, rispetto ad altre, possiede in misura superiore una forma di energia.
In pratica cosa avviene ?
Il paziente si sdraia (vestito) su un lettino, il prano impone le mani su alcuni punti del corpo e, per ristabilire una situazione di equilibrio, trasmette per venti-quaranta minuti un'energia.
Un'energia costituita da un insieme di onde termiche, elettriche e magnetiche.
Raggi infrarossi, ultravioletti e ultrasuoni che riducono i tempi della riabilitazione.
Un esempio pratico: un braccio ingessato.
Con la normale fisioterapia ci vorrebbe un mese per cominciare a muoverlo.
Con la bioriabilitazione, invece, si abbreviano notevolmente i tempi.
Cosa si prova?
A seconda della sensibilità individuale e del disturbo lamentato, il paziente può avvertire:
· sensazioni di caldo o freddo, più o meno intense
· sensazioni di movimenti interni delle parti molli o dei muscoli
· una lieve "corrente" che percorre il corpo
· senso di nausea, intontimento che può proseguire anche dopo il trattamento
sensazioni di sonnolenza e di acutizzazione della patologia lamentata
E gli effetti quali sono?
Possono essere molto diversi:
· la remissione completa dei disturbi lamentati
· una guarigione, anche se solo temporanea
· un miglioramento con attenuazione dei sintomi
· il rallentamento di alcune malattie, che sono comunque incurabili
· il contenimento, a scopo preventivo, di alcuni disturbi che tendono a ripresentarsi nel tempo.
Torniamo all'energia, ai raggi infrarossi.
Gli stessi che "penetrano" nei nostri amici a quattro zampe.
Sì, parlo di cani, gatti e cavalli. I miglioramenti si avvertono sin dalle prime sedute.
A questo punto è necessario intervenire, riequilibrando il normale flusso energetico così che il paziente ritorni in salute.
E il compito del pranoterapeuta è proprio quello di rincanalare nel nostro organismo l’energia vitale, servendosi dell’imposizione delle mani.
Può svolgere questa funzione in quanto il pranoterapeuta è una persona dotata di un campo elettromagnetico vitale più potente della norma: riesce quindi ad influenzare il corrispettivo del paziente, ottenendo in esso modificazioni significative.
Egli, in sostanza, non fa altro che rimuovere con il suo tocco tutta quella serie di blocchi che, per un motivo o per l’altro, impediscono lo scorrere naturale del prana.
Al contrario della medicina tradizionale, per la pranoterapia non esiste la malattia come base di studio, ma il malato.
Non ci si sofferma, e tanto meno si cura, il solo sintomo.
Si va ben oltre, nel più profondo, onde pervenire alla causa.
Se c’è un raffreddore, una febbre, una lombagia, un’ulcera, una ferita purulenta o qualsiasi altra cosa, è perché le nostre naturali autodifese non hanno funzionato nel modo dovuto.
La cura pranica agisce sulla stimolazione delle naturali autodifese, opportunamente potenziate con l’immissione di bioenergia.
Semplicemente riequilibrando il naturale ed armonico flusso energetico in ogni parte del corpo, avvia i vari processi di disintossicazione, allevia il dolore acuto e cronico, rigenera i tessuti pervenendo così alla guarigione secondo natura.
E la sua forza agisce su tutti i livelli, siano essi fisici che psichici, poiché non fa altro che ripristinare il generale equilibrio energetico dell’organismo, agendo sulle forze di guarigione che sono in ognuno di noi.
Pranoterapia, un cammino spirituale.
Il termine pranoterapia è parola composta da " prana " e " terapia ".
Prana è un termine sanscrito che significa forza, luce.
Questa è la definizione che possiamo trovare in qualsiasi buon vocabolario, ma credo che per molti sia poco soddisfacente.
Esaminiamo allora, un po' più a fondo, il significato di " prana " e di " terapia ".
Prana, come abbiamo detto è forza, luce, se consideriamo questi termini nel loro significato spirituale, ci rendiamo immediatamente conto che entriamo in un argomento di enorme portata.
La luce, nella tradizione ebraica, cristiana e non solo, è il primo atto della creazione.
" Sia la luce " e dalla luce tutto derivò.
La forza, o energia creatrice, ha un analogo significato.
In un unico concetto " prana " è l'energia che, assumendo forme diverse, ha dato origine all'universo.
Quanto più si penetra la vera natura di questa energia, tanto più si è capaci di utilizzarla per il proprio e l'altrui bene.
Coloro che intraprendono un viaggio spirituale, gradualmente entrano in contatto sempre più intimo con tale energia, acquisendo la capacità di trarne i maggiori benefici, da qui le guarigioni, a volte, ritenute miracolose.
Mi spiego meglio: in un percorso in cui si riesca ad entrare sempre più in armonia con le piante, gli animali, gli esseri umani, in definitiva con tutto il creato, si finisce per comprendere le leggi che tutto regolano e per sapere come muoversi all'interno di esse.
Non siamo qui per cambiare le leggi perfette che regolano l'universo, ma per capirle ed, armonizzandoci con loro, raggiungere la nostra realizzazione.
A questo punto il discorso può diventare di vastità enorme.
Questa energia sacra è donata a tutti in quantità infinita, ma pochi sono coloro che sanno farne buon uso.
La quasi totalità del genere umano, non comprendendola, finisce per accumularla, tenerla bloccata da qualche parte del proprio campo energetico e non permettendole di scorrere, crea le proprie malattie.
L'energia è sacra, è divina, ci viene donata per il nostro benessere fisico, mentale e spirituale, che si realizza solo se noi le permettiamo di agire, è l'elemento necessario perché qualunque cosa possa avvenire, qualunque cosa vuol dire, tutto ciò che accade nell'universo.
Tutto è mosso dalla stessa energia.
Così, nel nostro ambito, è la stessa energia che mantiene lo stato di benessere, ma che può anche causare la malattia.
A questo punto interviene il pranoterapeuta, colui cioè, che è in grado di gestire questa energia.
Ora esaminiamo l'altra parte del termine pranoterapia, la "terapia".
Per terapia possiamo intendere qualsiasi intervento,o insieme di interventi, che abbiano come fine la guarigione.
Per la medicina tradizionale il paziente si intende guarito quando la patologia trattata e risolta, non si ripresenti per almeno un anno.
Se ci atteniamo a questa definizione, ci rendiamo facilmente conto, di quanto la cosiddetta "guarigione" sia estremamente rara.
Sappiamo quanto spesso si definisca un male "cronico, noi pranoterapeuti consideriamo cronici gli atteggiamenti mentali che perpetuano lo stato di malattia.
Per la pranoterapia non esiste il concetto di male incurabile o inguaribile. Nessun processo patologico è irreversibile, nel rispetto, ovviamente, delle leggi naturali e del percorso di ognuno.
Il pranoterapeuta è in grado di affrontare e risolvere qualsiasi patologia, la scala di gravità delle malattie stilata da altre discipline terapeutiche, non riguarda la pranoterapia.
A livello energetico il blocco che ha causato, ad esempio, un cancro, no è più difficile da rimuovere di quello che ha generato una sciatalgia.
Ciò che è più difficilmente superabile è la diversa motivazione che ha portato il paziente a procurarsi un male che può togliergli la vita, piuttosto che un disturbo fisico che lo limiti nei movimenti.
Ora qui entriamo in argomenti che potrebbero sembrare estranei alla pranoterapia, ma, compito del pranoterapeuta, è quello di rimuovere i blocchi energetici, andandone a rimuovere la causa.
Non si tratta solo di eliminare un sintomo, ma la motivazione profonda che ha generato il blocco energetico e, quindi, la malattia.
Il pranoterapeuta, all'inizio del proprio cammino spesso funziona come un ottimo antalgico ed è felice, naturalmente, di riuscire a far passare un mal di testa, una lombalgia, una colica ecc.
Anche i suoi pazienti sono contenti di aver trovato un rimedio non invasivo e privo di effetti collaterali.
Col tempo non si accontenta più di venire considerato come una compressa, oltretutto si accorge che i suoi pazienti tornano da lui sempre con gli stessi problemi.
Comincia a desiderare di andare oltre, fino alla motivazione prima della malattia.
A questo punto il paziente non può rimanere un passivo fruitore di un rimedio, deve cominciare a collaborare.
Il pranoterapeuta diventa un indagatore della mente umana, dove si annidano le nostre motivazioni.
Lo fa con metodica diversa dallo psicologo o da chiunque si occupi di queste cose.
Attraverso un'indagine energetica ed un contatto profondo con l'aura del paziente può ottenere delle utili informazioni su quelli che sono stati gli atteggiamenti mentali che hanno generato la malattia.
A questo punto, lavorando sui centri energetici (chakra) e sui corpi sottili, può agire sulle motivazioni profonde, sulle cause vere della malattia.
La guarigione diventa un percorso per il quale il terapeuta guida il paziente ed insieme salgono un gradino della scala della propria evoluzione.
La malattia, così considerata, è benedetta come occasione di crescita.
La pranoterapia, può, a buon diritto, essere annoverata tra le terapie spirituali, la guarigione del corpo che avviene in virtù della guarigione dell'anima, o comunque, della nostra essenza spirituale, con qualsiasi nome la si voglia chiamare.
Tutto ciò presuppone un percorso del pranoterapeuta volto ad abbandonare il proprio ego, cioè il desiderio di potere, di lucro, la propria vanità.
Al pranoterapeuta si presentano a volte persone disperate, disposte a tutto pur di risolvere i propri mali, la disperazione le rende deboli e spesso preda di chi è pronto ad approfittare.
Il vero pranoterapeuta è colui che, prima di ogni cosa, dà al suo paziente quell'amore la cui mancanza ha generato la malattia, poiché, in ultima analisi, questa energia di cui parliamo altro non è che una briciola dell'amore divino.