La Radioestesia Medicale può soltanto, evidenziare squilibri energetici mentre ascoltate bene :
Soltanto il Medico può servirsi della Anamnesi, Palpazione, Auscultazione, esami vari e fare una Diagnosi
(La physique occulte, ou Traite de la baguette divinatoire, Parigi 1693),
Abate Pierre Lorrain de Vallemont
( LE LORRAIN DE VALLEMONT Pierre Abbé) (Pont-Audemer 1649 - 1721), La Physique Occulte ou Traité de la Baguette Divinatoire, La Haye, Adrien Moetiens, 1762; 2 volumi 17,2x10 cm., bella legatura coeva in mezza pelle, 5 nervi, filetti e titoli in oro, pp. (24) 278 / (4) 248, 1 controfrontespizio allegorico e 23 tavole finemente incise f.t. fra cui viene ricordata in particolare quella che raffigura un Persiano mentre fuma un narghilé (Bibliotheca Esotherica n. 5040): da pag. 59 a pag. 62 c'è una piccola disquisizione sul tabacco.
Pubblicato per la prima volta a Parigi, nel 1693, esce in un momento in cui l'attenzione del pubblico era rivolta a Jacques Aymar, un cittadino di Saint-Veran nel Delfinato, che si era messo in luce con una serie di scoperte giudicate straordinarie per mezzo della bacchetta divinatoria (la cui virtù, ammonisce l'autore, non va confusa con la rabdomanzia: "Cette divination n'a nul rapport avec la Rabdomancie" Volume II, Cap. VI).
Seguirono numerose ristampe fra cui è da segnalare Amsterdam 1696 dove compaiono per la prima volta tutte e 24 la tavole, e Parigi 1752 che la riproduce fedelmente.
Esemplare in ottime condizioni di conservazione. (Bibliotheca Esoterica 1988: nn. 5040 - 5043 varie edizioni; Cioranescu 1969: vol. II nn. 42069 e 42070 prima e seconda edizione).
Rabdomanzia e Radiestesia
L'etimologia della parola Rabdomante deriva dal Greco “ ràbdos-mantéìa ”, che significa “ divinazione con la bacchetta ”, allo scopo di sentire le radiazioni del sottosuolo ed individuare sorgenti di Acque sotterranee o Giacimenti Minerali.
Il termine fu coniato dall' Abate L. de Vallemont ( Ou Traité de la Baguette Divinatoire , Parigi, 1693) il quale diede un'esposizione completa dei metodi allora adottati in Europa nell'impiego della bacchetta.
La sensibilità dell'Operatore alle Energie sottili, permette di rilevare la presenza di Falde d'Acqua e percepire una vasta rete di Vene sotterranee, che si diramano nella roccia e negli strati più profondi del terreno, stabilendone con precisione la profondità, la direzione di scorrimento, la portata e la qualità.
Le origini sono molto antiche, se ne è ravvisata la presenza in numerosi passi della Sacra Bibbia, dove, nell'Esodo, vi sono chiari riferimenti a questa Arte: “ Passa d'inanzi al popolo tuo e prendi gli anziani di Israele, tenendo in mano la bacchetta con la quale percuotesti il fiume e va, Io ti sarò davanti sopra la roccia in Horeb, tu la percuoterai e da essa scaturirà l'Acqua che disseterà il tuo popolo, e Mosè così fece ” […].
Fenomeno legato alla Rabdomanzia è la Radiestesia o Radioestesia, dal Latino “ radius ” e dal Greco “ aìsthesis ”che significa “ sensibilità alle radiazioni ” impercepibili dai nostri cinque sensi.
Il termine è in uso solamente dagli inizi del secolo scorso grazie alla figura dell' Abate Mermet “ Re dei Rabdomanti ” ( Principes et Pratique de Radisthesie , Parigi, 1920), quando si sentì la necessità di distinguere l'uso di differenti strumenti.
Alla Radiestesia si è esteso anche l'uso del Pendolo , il quale nelle ricerche, è associato alla Bacchetta.
La differenza nell'utilizzo tra i due oggetti, sta nel fatto che, con il pendolo si possono percepire con precisione le vibrazioni anche in indagini su grandi distanze, come nel caso di terreni lontani colpiti da siccità e desertificazione.
BREVI CENNI STORICI SULLA RADIOESTESIA
Il termine Radioestesia o Radiestesia letteralmente significa percezione di energie radianti, dal latino radius, raggio e dal greco àisthesis, sensazione.
Le origini della rabdomanzia ( dal greco rabdos, bastone e manteca, divinazione ) sembrano essere molto antiche, qualcuno ha addirittura visto graffiti preistorici raffiguranti persone che impugnavano il “classico bastone rabdomantico “ a forcella, altri hanno ravvisato in numerosi passi della bibbia chiari riferimenti a questa arte.
Le notizie più certe a cui possiamo fare capo sulla pratica della rabdomanzia in occidente si hanno però solo a partire dal XVI secolo, dove specialmente in Germania veniva usualmente impiegata per dirigere l’estrazione di minerali e carbone dalle miniere.
Il termine rabdomanzia fu coniato dall’Abate L. de Vallemont (La physique occulte, ou Traite de la baguette divinatoire, Parigi 1693), il quale diede un’esposizione completa dei metodi allora adottati in Europa nell’impiego della bacchetta.
La rabdomanzia ha avuto riconoscimento ufficiale solo nel 1913, dall’ accademia delle Scienze di Francia.
Nel 1920 il ministero della guerra francese diede incarico ad un gruppo di rabdomanti di effettuare una “ bonifica” del terreno da obici e mine.
Si distinse l’abate Bouly che ne scoprì in grande quantità, riuscendo persino a distinguerne la provenienza.
La moderna Rabdomanzia ha avuto una svolta nel 1937, quando il Dottor Peyré, medico francese, segnalava la presenza sul globo terrestre di una rete quadrettata geomagnetica.
Nel 1961 il Dottor Ernst Hartmann, medico tedesco, dopo dieci anni di ricerche descrisse il frutto del proprio lavoro, ovvero la “rete di Hartmann” che si intersecherebbe con un altro sistema geoenergetico, il reticolo Curry (dal nome di un ricercatore tedesco, il Dottor Curry).
LA RADIESTESIA
Radiestesia parola derivante dal latino "radius" (raggio) e dal greco "áisteis"(sensibilitá), il termine letterale é : sensibilitá alle radiazioni, termine coniato dall’abate Alexis Bouly nel 1919.
La radiestesia é la scienza che mediante la captazione delle radiazioni che ogni corpo emette, consente di scoprire oggetti e sostanze nascoste, nonché la natura, la specie, la localitá, l’entitá e l’nfluenza che possono esercitare sull’uomo, e fra di loro.
Rivedendo il passo della storia questa disciplina, altro ramo delle scienze occulte, vide i primi albori nel 2205 - 2197 A.C. un documento xilografico dove mostra l’imperatore "Yu", della dinastia "Hsía", che governó la Cina in quell’epoca; come celebre idrologo, esperto nel localizzare giacimenti di minerali e pietre preziose, abile maneggiatore della bacchetta a due rame, dalla forma di un diapason, cosí spiega "Ta-Yu-Mo", autore cinese del testo ; "Chouking" , da cui le elogiate gesta dell’imperatore.
In alcuni sarcofagi della Valle dei Ré, in Egitto, furono trovati oggetti radiestesici, come pendoli, bacchette, ed altri aggeggi misteriosi che si usarono da millenni nell’antico Egitto.
In Babilonia, "barus", ossia gl’indovini, usavano le bacchette o bacchetta magica che chiamavano "gris-sim".
Gli Etruschi furono depositari di ampia cultura, (Etrusca disciplina) considerando la radiestesia una disciplina dottrinaria, che venne poi adottata dai Romani e si diffuse in tutto l’impero.
I piú famosi rabdomanti uscirono dalle scuole etrusche.
I Romani si appoggiarono alle conoscenze degli etruschi in tante occasioni, l’imperatore Giuliano Flavio Claudio, (331-363) partí da Roma diretto in Persia, accompagnato da rabdomanti etruschi, in cerca d’acqua potabile, e tesori nascosti. Gl’indovini invece si chiamavano "aruspici" e predissero la vittoria dei Romani sui Persiani.
Secondo un racconto, quando Romolo fondó Roma, portó con sé sulla collina un "barinula", rabdomante etrusco, che con una bacchetta nelle mani, tracció il solco determinando la zona adatta per edificare la cittá.
Di episodi se ne potrebbero raccontare tanti, il mistero che da sempre ha coinvolto la curiositá umana non si é mai arresa, nemmeno di fronte a severe condanne.
L’avvento del Medio Evo non risparmió vittime, accusate di pratiche sataniche.
L’entrata del secolo XVI, vede i primi scritti sul come usare la bacchetta, per scoprire i metalli, opera del frate Basilio Valentino, d’origine italiana. Il medico Antoine Gerboin dell’univesitá di Strasburgo utilizzava il pendolo per sperimentare la forza attiva dell’uomo.
Arriviamo ai giorni nostri, l’abate Alexis Bouly ( 1865- 1958) inventó la parola Radiestesia, che rimpiazza "Zahorí e Rabdomanzia".
L’abate rese grandi servizi al fronte durante la prima Guerra Mondiale ( 1915-18) salvando molte persone.
Le continue ricerche che faccio mi permettono certificare che, l’uomo ha incontrato molti ostacoli, per sapere chi é, da dove viene, che cosa é il cielo, la terra, come é fatto lui dentro, insomma, non é sufficiente sapere che siamo stati prima concepiti dai nostri genitori, poi nostra madre ci ha partorito e dati al mondo.
Il mistero delle cose inspiegabili sono quelli che ci rendono ansiosi, eppure sono misteri che ci appartengono.e tocca a noi scoprirli.
Il pendolo e la mantica, come ho scritto in apertura, nell’epoca dell’antico Egitto, furono trovati pendoli nei sarcofagi della Valle dei Ré, di vario materiale; legno, pietre semipreziose,tartaruga, ecc. Ció dimostra che il pendolo non é mai stato un oggetto annesso alla radiestesia, ma ha sempre fatto parte di questa disciplina come le bacchette/o/a.
La grandezza del pendolo é soggettiva, voglio dire, va a simpatia dell’operatore, come il peso; ad esempio, se una persona riesce ad operare con un pendolo piccolo, composto di metallo, e non necessariamente in oro, o argento, significa che l’operatore possiede particolare concentrazione e ottima connessione tra la mente e il proprio mezzo di lavoro.
In caso di necessitá, puó servire da pendolo: un anello, una pietra a punta, un ciondolo, una pallina di metallo.
Io per tentare di localizzare un bambino usai un ciondolo di cristallo del mio lampadario, con la terminazione a punta; lo agganciai alla mia catenina d’oro e risolsi il problema, della persona in difficoltá.
In parapsicologia il pendolo é necessario, tanto quanto in tutte le altre pratiche occulte.
Dá risultati sorprendenti nella : ricerca di persona, localizzazione di oggetti, di assassini, scopre malattie difficili e pericolose, suggerisce soluzioni, orienta nei comportamenti, é scopritore di crimini, criminali, e innocenti, apporta tanto aiuto quanto soluzioni.
É chiaro, l’interferenza energetica estranea puó creare una serie di problemi perché nessuna mente ammette intrusioni psicologiche in radiestesia.
La radiestesia é personale, soggettiva, oggettiva, ogni persona deve fare le proprie esperienze, le sue pratiche e i necessari esercizi.
Conclusione: qualsiasi persona in grado di aiutare, lo faccia, con fiducia e serenitá.
LO SCAFFALE DELLA
TERAPEUTICA TRADIZIONALE
In ogni secolo la medicina ha avuto un importante ruolo nella struttura sociale dell'umanità. Presso gli antichi Egizi, ad esempio, erano i sacerdoti della "Casa della Vita e della Morte" a gestire, dal momento della nascita sino all'imbalsamazione dei morti, la vita di generazioni di uomini. Persino il Faraone aveva dei limiti nell'attraversare la soglia di questa potente corporazione.
Oggi conosciamo la medicina nella sua veste occidentale della cosiddetta "medicina ortodossa", che si propone come tale dopo svariati tentativi di affermazione.
La sua storia inizia dai barbieri cerusici delle armate napoleoniche per finire, oggi, nella dimensione moderna della sperimentazione statistica e dell'applicazione di massa.
Tuttavia, prima che la medicina occidentale si affermasse con la sua filosofia terapeutica, molte altre medicine hanno dato il loro contributo per aiutare l'uomo ad affrontare le malattie e la sofferenza fisica.
Oggi queste medicine sopravvivono nelle tradizioni di molti popoli e tendono ancora ad affermarsi e a proporsi come alternativa di supporto, là dove la medicina cosiddetta "ufficiale" fallisce o nega ogni speranza di guarigione.
Le antiche tradizioni dei popoli aborigeni, del druidismo, dei popoli nativi americani e delle civiltà asiatiche, costituiscono un prezioso bagaglio di conoscenza su principi di medicina e su applicazioni terapeutiche non convenzionali che sono oggetto di interesse anche nel mondo moderno.
Nell'area continentale dell'Europa possiamo assistere al fenomeno della cosìddetta "medicina popolare" che manifesta svariate e non convenzionali metodologie terapeutiche, più volte tacciate come forme di superstizione e di ignoranza dalla medicina ufficiale.
Ad un esame superficiale del fenomeno si potrebbe pensare all'esistenza di un'anima singolare della popolazione europea tesa ad inventare per passatempo forme di terapeutica empirica.
Non si prende atto che questa imponente forma di cultura terapeutica popolare può rappresentare invece l'eredità culturale della precedente civiltà celtica, presente in tutta Europa prima della sua travagliata scomparsa.
Sia l'Impero romano che il cristianesimo hanno accompagnato alla loro penetrazione socio-culturale sul territorio europeo una sistematica distruzione della civiltà celtica e della conoscenza del druidismo che faceva ad essa da collante.
Alla scomparsa del druidismo sopravvisse la classe sacerdotale dei bardi che travasò l'antica conoscenza nelle ballate di corte.
Dal canto suo, il popolo, abbandonato a se stesso, trattenne le conoscenze più immediate, utili per la sopravvivenza in un tempo in cui gli dei romani e la fede religiosa non bastavano a vincere malattie e carestie.
Così accade che ancora oggi siano sopravvissute forme terapeutiche dell'antica conoscenza druidica, alle volte parzialmente irriconoscibili poichè infarcite di inutili prassi dalla stessa trasmissione orale che ha permesso loro di attraversare i secoli.
L'intento dello "Scaffale della Terapeutica Tradizionale" è quello di raccogliere le forme dell'antica medicina tradizionale del pianeta al fine di costituire una memoria per fare in modo che esse non vadano perdute, per quello che rappresentano e affinchè possano essere studiate e meglio comprese dal pubblico.
Ciò che ci si auspica in definitiva è che queste medicine tradizionali possano essere affiancate alla medicina cosiddetta ufficiale in una sinergia di differenti metodi terapeutici al fine di assolvere al solo obiettivo che deve avere una qualunque medicina: la salute e il benessere dell'uomo al di sopra di ogni convinzione preconcetta e di ogni interesse di parte,nell'interesse primario dell'individuo.
LA PRANOTERAPIA: arte terapeutica basata sulle proprietà attribuite all'avvicinamento, anche senza contatto, delle mani del terapeuta alla parte malata del paziente, la cosiddetta "imposizione delle mani" secondo il linguaggio tradizionale.
Questa arte terapeutica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico, dagli antichi romani e dai popoli nativi moderni in genere.
Sembra che i suoi effetti siano evidenti e chiunque può praticarla senza eccessiva preparazione.
Esistono comunque tecniche che possono ottimizzare i suoi effetti.
Nell'antichità fu praticata da imperatori romani come Vespasiano e Adriano, quest'ultimo aveva ridato la vista a due ciechi, dal generale Pirro che curava i suoi soldati.
Ippocrate, il medico greco adottato come simbolo della moderna medicina, affermava che il calore emanato dalle mani poteva essere utile per curare i malati del tempo.
I reali di Francia, di Inghilterra e di Ungheria curavano i loro sudditi con l'imposizione delle mani le cui tecniche si tramandavano per generazioni.
Anche nei Vangeli della religione cristiana si parla dell'imposizione delle mani da parte della divinità che era in grado così di guarire le persone dalla cecità.
Oggi questa pratica terapeutica è particolarmente e inspiegabilmente osteggiata dalla medicina ufficiale italiana.
LA RADIESTESIA: arte diagnostica basata sull'utilizzo delle facoltà inconscie della psiche umana che se ne serve come rilevazione dei dati del cosiddetto "pendolo radiestesico" o della cosiddetta "bacchetta rabdomantica".
Questa arte terapeutica era conosciuta e praticata dai druidi del mondo celtico, dagli antichi romani e dai popoli nativi moderni in genere.