Perché non aver fiducia della PRANOTERAPIA – PRANO-PRATICA?
La principale azione terapeutica esercitata dal Guaritore proviene da una emissione di biofotoni cerebrali.
La trasmissione elettromagnetica cerebrale del Pranoterapeuta stimola per Biorisonanza l'attività cellulare cerebro-organica del paziente nelle stesse frequenze.
L'attività elettromagnetica del DNA - RNA dei neuroni cerebrali delle cellule alterate del paziente viene riattivata dal Pranoterapeuta con un'azione di Biorisonanza trasmessa per induzione.
La rigenerazione cellulare ottenuta si può finalmente documentare grazie al foto Kirlian.
Fino a qualche mese fa si credeva che il cervello fosse solo una massa pensante e che le guarigioni fossero dovute ad un effetto placebo o ad un'azione suggestiva provocata dal Guaritore che trasmetteva "calore" dalle sue mani.
Il termine "Pranoterapia" sottintende il trattamento per mezzo dell’energia vitale (prana) che pervade tutto lo spazio così come il corpo umano.
Il terapeuta agisce attraverso l’imposizione delle mani o con altri mezzi, trasmettendo un fluido vitale prodotto dalle radiazioni psicofisiche. Secondo il dottor Piero Cassoli, del Centro Studi Parapsicologici di Bologna, i "guaritori sono coloro che possono e intendono influire sullo stato di malattia di un altro essere vivente, anche del mondo animale e vegetale, con la semplice imposizione delle mani sul corpo del paziente (per contatto o a breve distanza) senza l’uso di alcun altro mezzo".
Per alcuni il ricorso alla Pranoterapia rappresenta l’ultima spiaggia, dopo aver vagato da un medico all’altro alla ricerca di risultati mai raggiunti; per altri è in parte curiosità, e per altri ancora paura di sottoporsi a cure mediche lunghe e dolorose.
Vi è però un’altra ragione, quasi sempre presente: la possibilità di trovare nel terapeuta un "amico" e un confidente, che si prende a cuore il caso personale: lontani da ogni pericolo di isolamento o di trattamento fatto soltanto a scopo speculativo.
L’azione risanatrice di questa forma di terapia naturale dipende dal fatto che esiste un’energia vitale che il terapeuta riceve dal cosmo e trasmette al soggetto.
Questa energia bioradiante è reale ed effettiva in quanto agisce sullo sviluppo delle piante e dei vegetali in genere, sulla cicatrizzazione delle ferite e sulla guarigione di organi malati.
Durante il trattamento, il soggetto generalmente avverte una sensazione di calore diffuso e una leggerezza generale.
Per certo l’applicazione della Pranoterapia può essere molto vantaggiosa, i risultati raggiunti sono ampiamente documentati e numerose ricerche sono in atto allo scopo di conferire dignità scientifica a questa pratica poco ortodossa.
La Pranoterapia, se praticata correttamente, può effettivamente condurre a un miglior utilizzo dell’energia vitale, senza provocare effetti secondari o dare assuefazione.
Va precisato che questa forma di terapia non mira alla semplice inibizione del sintomo, ma alla rimuozione delle cause originarie.
Leggiamo in una dispensa, scritta da A. Bianchi e distribuita durante il secondo Congresso internazionale di Pranoterapia (Milano, gennaio 1984): "Il soggetto, che ricorre a questa terapia, chiede non solo di risolvere i problemi del suo corpo, ma anche di ritrovare la sua identità personale e di riempire la sua solitudine attraverso un rapporto di fiducia e di solidarietà.
(...) La riscoperta della semplicità e della naturalezza, il ritorno all’essenzialità dei rapporti, con la naturale disponibilità in contrapposizione alla disumanizzazione operata dalla tecnologia, è a mio avviso un motivo del successo e dei risultati ottenuti con la Pranoterapia, a condizione che la stessa sia praticata da persone che, oltre alla accertata idoneità, ne esaltino e ne caratterizzino la profonda forza innovatrice con quella carica umana e quel carisma che le distinguono dalle altre".
La Progeria (o anche Sindrome di Hutchinson-Gilford, Sindrome di Soques-Charcot, Sindrome da senilità prematura)
Progeria
Sindrome di Hutchinson-Gilford, Sindrome di Soques-Charcot,
Sindrome da senilità prematura
A volte ci si dimentica di quanto si è fortunati a nascere sani.
Spesso si sentono persone che si lamentano per un dente cariatosenz apensare a quanto siamo fortunati.
Esistono moltissime malattie dimenticate oppure poco conosciute, una di queste è la Progeria. Cos'è?
I primi casi studiati di Progeria risalgono a moltissimi anni fà, e i primi medici a parlarne furono Johnatan Hutchinson nel 1886 e Hastings Gilford nel 1904.
La Progeria, chiamata anche Sindrome di Hutchinson-Gilford, Sindrome di Soques-Charcot, Sindrome da senilità prematura, colpisce in media un bimbo ogni 8 (4) milioni.
Il sesso non conta: la malattia colpisce entrambi.
Chi nasce con questa malattia invecchia precocemente a livello fisico, rimane di statura bassa (basti pensare che difficilmente il malato supera l'altezza di un bimbo di 5 anni), mentre la mente rimane quella di un bambino.
Secondo alcune fonti 1 anno equivarrebbe a 10.
Nel mondo si calcola ci siano 48-50 persone affette da questa malattia, di cui una famiglia Indiana con addirittura 5 figli colpiti da Progeria, due dei quali purtroppo già morti.
Altri due figli di 19 e 17 anni sono ancora vivi e già questo è un caso strano, vista la mortalità precoce (di solito le persone affette non vivono più di 7 anni e pochissime raggiungono i 13).
Nel 2006, ci fu un caso anche in Belgio, dove una famiglia che aveva già un figlio colpito da progeria fù avvertita che anche il secondo figlio sarebbe nato malato.
Nei referti medici del passato risultano più di 100 casi di progeria.
Una delle maggiori cause è data dalla mutazione del gene della lamina A nei cromosomi paterni.
Purtroppo, essendo una malattia rara, la ricerca trova molta difficoltà nel ricevere i finanziamenti necessari, per sfortuna dei ragazzi colpiti.
Le caratteristiche più evidenti della progeria sono: nanismo, mascella e volto piccolo, invecchiamento della pelle, calvizie e molte patologie legate alla vecchiaia, alle articolazioni, come fratture, lussazioni, problemi dentali, unghie sottili, ecc. La morte avviene spesso a causa di Cardiopatie o infarti.
Progeria
Articolo
ProgeriaMalattia congenita che determina un invecchiamento precoce e rapido fin dai 12-24 mesi di età.
Si tratta di una malattia rara, la cui incidenza è di 1 su 4-8 milioni di nuovi nati, e può colpire entrambi i sessi, di qualunque etnia.
Descritta in Inghilterra dal medico Jonathan Hutchinson nel 1886 e da Hastings Gilford nel 1897 (per cui è indicata anche come HGPS, o Hutchinson-Gilford Progeria Syndrome), può presentarsi in forme differenti; ha comunque esito fatale, con un’aspettativa di vita di 13-20 anni.
Il termine “sindrome” indica che la progeria comprende una serie di manifestazioni a livello di vari apparati: bassa statura, caduta dei capelli, naso adunco, forma del cranio particolarmente arrotondata, lussazione delle anche e debolezza articolare; i disturbi maggiori sono però a carico dell’apparato circolatorio, tra cui ipertensione, ingrossamento del cuore, aterosclerosi e infarto.
L’origine della malattia è la mutazione di un unico gene (chiamato LMNA), identificato nel 2003.
Questo difetto determina un’anomalia nella struttura di una particolare proteina (detta lamina A) connessa alla membrana nucleare (che riveste il nucleo delle cellule); per motivi ancora non del tutto chiariti, l’alterazione della proteina induce processi degenerativi che si traducono nell’invecchiamento precoce.
La mutazione del gene LMNA avviene in modo spontaneo e non si trasmette da padre in figlio, né sembra comparire in alcune famiglie con maggiore incidenza rispetto ad altre.
Come altre malattie congenite, la progeria non ha attualmente cure definitive; tuttavia, una speranza viene dalla scoperta, annunciata nel settembre 2005, che alcuni farmaci finora usati per curare alcune forme di cancro, gli inibitori della farnesiltransferasi (FTI), intervengono nella produzione della proteina “anomala” e permettono la formazione di lamina A normale.
Questi farmaci sono già sperimentati sull’uomo per il loro uso in campo oncologico, ma nello studio sulla progeria sono stati testati solo su colture di cellule.
La ricerca richiede perciò ancora fasi di indagine su organismi modello, prima che sia possibile eseguire test su esseri umani.
La Progeria (o anche Sindrome di Hutchinson-Gilford, Sindrome di Soques-Charcot, Sindrome da senilità prematura) è una malattia molto rara (colpisce un bambino su circa otto milioni) che causa l'invecchiamento precoce anche se non altera la mente che resta l'unico indice della vera età del malato.
Fu descritta per la prima volta da Johnatan Hutchinson nel 1886 e da Hastings Gilford nel 1904.
La maggior parte dei casi è causata da una mutazione troncante il gene della lamina A nei cromosomi paterni.
La diagnosi si effettua partendo da determitati caratteri comuni:
● Bassa statura/nanismo
● Capelli radi/ipotrichia/atrichia
● Cute sottile
● Pubertà ritardata/ipogonadismo
● Denti, eruzione tardiva
● Difficoltà di alimentazione
● Esoftalmo
● Anomalie della fonazione/pianto/voce debole o acutae
● Faccia stretta
● Idartrosi/artrosi
● Ipoplasia dlle falangi distali delle dita
● Lussazione dell'anca
● Magrezza (diverso da lipodistrofia)
● Pella glabra/assenza di peli
● Retrognazia/micrognazia
● Rigidità articolare
● Senilità precoce/invecchiamento prematuro
● Sopracciglia diradate/assenti/sottili
● Unghie sottili/ipoplasiche (mani e piedi)
● Fontanella larga/ritardo di chiusura
● Labbra sottili/retratte
● Anomalie/agenesia della clavicola
● Lobo piccolo/ipoplasico/aderente
● Naso a becco d'uccello
● Osteoporosi
(Leggi i link di approfondimento)
http://lorenzopasqua.blogspot.com/2007_02_01_archive.html
http://dbpedia.org/page/Progeria
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