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Ritengo importante ( Serietà Onestà e Attendibilità Provata ) quindi, poche parole.
Desidero presentarmi e parlarvi un poco di me.
Questa strada, come prevede, la prassi protocollare — e col tempo ho sviluppato in me questo Dono, sono divenuto Sensitivo, ho iniziato a praticare la Cartomanzia, con l’uso dei 22 Arcani Maggiori, nella zona dei Navigli a Milano, ho ricevuto grande soddisfazione morale da parte di tutti con gradi elogi, poi ho sentito la necessità di approfondire, la Radioestesia e a contatto con il Pendolo, da subito ho avuto un grande riscontro, ora pratico a Milano.
Sono divenuto SENSITIVO, per Dono ricevuto e farò tutto il possibile per mantenermi all’Altezza, del Dono ricevuto Amore Serietà e Fedeltà.
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090121055244AAcpljs
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RADIOESTESIA

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“ Il Pendolo in Movimento ”
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La pratica della RADIOESTESIA è una pratica attendibile a patto che, sia un vero “ SENSITIVO ” a Sostenere il Pendolo.
 
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“ All'interno del sito, troverete informazioni utili per spiegare bene di cosa si tratta ”
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RADIOESTESIA
 
Il termine RADIOESTESIA, da radio-estesia, significa “ sensibilità alle radiazioni ”.
Il nome, relativamente moderno, indica un fenomeno conosciuto dai popoli della più remota antichità: cinesi, sumeri, etruschi, egiziani, i quali si servivano della bacchetta e del pendolino.
Nel primo caso, cioè con l’uso della BACCHETTA, la ricerca era chiamata RABDOMANZIA, da rabdo-manteia, o “ verga divinatoria ”, che in forma di forcina, veniva adoperata soprattutto nella ricerca di correnti d’acqua o di altri elementi nascosti nel sottosuolo: petrolio, metalli, tombe…..
Il PENDOLINO, invece, benchè valga a eseguire anche le suddette ricerche, viene usato specialmente in quelle pratiche in ambiente chiuso, a tavolino.

Il fenomeno radioestesico è basato sul principio che ogni corpo, oltre ad emettere le proprie radiazioni, viene, per così dire, bombardato da quelle emesse dagli altri corpi vicini e lontani.
Di conseguenza, ogni essere umano in relazione con gli altri esseri, forma un complesso nel quale si distinguono le parti seguenti:
ENTE RADIANTE – PERSONA RICEVENTE – CERVELLO SELEZIONANTE E AMPLIFICANTE – APPARECCHIO EVIDENZIATORE.

Tale fenomeno avviene in modo analogo a quello delle radiotrasmissioni:
STAZIONE EMITTENTE – STAZIONE RICEVENTE –SINTONIZZATORE E AMPLIFICATORE – TRADUTTORE ACUSTICO.

Come nell’uso dell’apparecchio radio si devono escludere tutte le stazioni che non interessano, così il radioestesista deve escludere gli altri esseri per captare unicamente le RADIAZIONI emesse dall’oggetto della ricerca. Radiazioni che vengono evidenziate dal movimento dell’apparecchio.
 
Nel quadrinomio radioestesico sopra indicato, la persona ricevente, cioè l’OPERATORE, è senza dubbio l’elemento più importante. I non – credenti, nel veder muovere l’apparecchio, pensano che sia solo un trucco dell’operatore, che a suo piacimento comanda il pendolo. I profani, invece, nel veder muovere l’apparecchio, pensano che sia questo a possedere la magica sensibilità di rivelare l’occulto. Invece, la bacchetta e il pendolino, rivelano quanto avviene nell’intimo dell’operatore e, precisamente, nel suo sistema neuro – psichico, capace di segnalare quanto è utile alla nostra esistenza con premonizioni circa il parlare o il tacere, il fare o il non fare una cosa, sull’opportunità o non di prendere un cibo, una bevanda, una medicina, e così via.
I responsi radioestesici non riguardano soltanto persone e oggetti esistenti nell’immediata sfera d’azione dell’operatore, ma possono riferirsi a esseri dislocati anche a grandissima distanza.
In questo caso, al fenomeno, si dà il nome di TELERADIOESTESIA, che significa appunto “ Radioestesia a distanza ”. Durante l’operazione, il radioestesista, per meglio captare le radiazioni della persona o dell’oggetto della sua ricerca, si serve di un “testimone”, cioè di qualche cosa che ne faccia le veci. Questa operazione richiede una grande capacità di concentrazione in chi la pratica.
 
L’ambito della radioestesia e della teleradioestesia, è molto vasto.
Ecco i campi principali ai quali si estende:
1. Scoperta di correnti d’acqua sotterranee, di giacimenti minerari: metalli, petrolio, metano…
2. Ritrovamento di oggetti smarriti, di persone, di cadaveri nascosti, di ruderi archeologici, di cimeli…..
3. Diagnosi mediche con ricerca di squilibri energetici, scelta delle terapie, del medico, delle medicine, della dieta, degli alimenti….
4. Analisi chimiche.
5. Misura del grado di intelligenza di una persona.
6. Scoperta delle attitudini, dei sentimenti, delle qualità, dei difetti….
7. Scelta dei concimi utili ad un dato terreno.
8. Prova di autenticità di un’opera d’arte.
9. Prova circa il valore di preziosi e di monete antiche.
10. Ricerche giudiziarie, militari, poliziesche…
 
TESTIMONI RADIOESTESICI

 
Questo testimone, fungendo da antenna, serve al radioestesista per captare le onde emesse dall’oggetto della ricerca o per lo meno, a meglio concentrarsi su di esso.
 
– Il TESTIMONE NATURALE può essere un campione della sostanza se trattasi di acqua, petrolio, minerali, etc…., se si tratta di una persona, può servire una ciocca di capelli, un pezzo d’unghia, una goccia di sangue, urina o saliva (raccolte su carta assorbente).
 
– Il TESTIMONE IMPREGNATO può essere un fazzoletto o un qualunque oggetto adoperato o indossato dalla persona da analizzare. Tali oggetti sono appunto “impregnati” dalle radiazioni emanate dalla persona.
 
– Il TESTIMONE FOTOGRAFICO è di particolare importanza. La fotografia infatti, è una raffigurazione bidimensionale dell’oggetto (cosa o persona), formata da una serie di punti d’argento fissati su un supporto dielettro–colloidale. In determinate condizioni si spazio, la fotografia assume lo stato di risonanza radionica con la cosa o la persona che raffigura.
 
– Il TESTIMONE SCRITTURA, al pari degli altri, è ugualmente utile e consiste in uno scritto della persona oggetto di ricerca. Lo scritto può essere stato vergato in qualunque tempo, perché non si tratta di una ricerca grafologica, ma radioestesica. Mentre nel primo caso la scrittura rivela lo stato psichico che la persona aveva al momento in cui scrisse, nel secondo il radioestesista viene a conoscere le disposizioni attuali dello scrivente, anche se il foglio fu stilato molto tempo prima: esso infatti funge da “ antenna ”.
 
 
PENDOLO PER INSERIMENTO DI TESTIMONE
 
GLI STRUMENTI USATI DAI RADIOESTESISTI
 
IL PENDOLO
Lo strumento più diffuso da chi pratica Radioestesia è senza dubbio il Pendolo.
Il Pendolo è uno strumento composto da un corpo (a sfera con punta, a cono rovesciato, a ghianda, a goccia, a spirale, ecc.) e da un fili morbido (cioè non rigido) a esso attaccato.
 
Spesso il Pendolo dispone anche di un alloggiamento interno al corpo per il " testimone " che si vuole misurare. Il peso del corpo varia normalmente dai 30 ai 70 grammi, a seconda della lunghezza del filo e della capacità di chi lo usa. Tenendo in mano il filo, il corpo deve cadere a piombo. Buona norma per ottenere misurazioni attendibili con pochissimi o nessun errore, è il rimanere con la fronte rivolta verso Est, non calzare scarpe di gomma durante le misurazioni, non tenere le gambe incrociate e appoggiare entrambi i piedi saldamente a terra.
Il Pendolo viene tenuto all'estremità del filo, tra i polpastrelli di indice e pollice oppure tra il secondo metacarpo dell'indice ed il polpastrello del pollice, lasciando cadere il corpo verso il basso.
L'operatore pone una domanda che può avere una risposta affermativa o negativa e osserva il movimento del Pendolo stesso. Normalmente il senso orario dà risposta affermativa, l'antiorario negativa.
Quando si pone al Pendolo una domanda più complessa, si ricorre normalmente alle scale graduate oppure alle tabelle o dei quadranti appositi che ci danno indicazioni quantitative o qualitative delle risposte.
Facciamo un piccolo esempio: con il quadrante dei fiori di Bach, si può cercare il rimedio che serve a una persona guardando le oscillazioni del Pendolo nella direzione della scritta col nome del fiore stesso.
 
TAVOLE O QUADRANTI RADIOESTESICI
 
Importante, come abbiamo già spiegato, il concetto di Testimone. Per Testimone si intende un oggetto ( capelli, sangue, saliva, vestito, dati di nascita, firma, ecc.) appartenenti alla persona di cui si vuol chiedere informazioni, oppure una sua fotografia od altro che ricordi l'oggetto da misurare. Il Testimone è l'energia del soggetto che rende la misurazione radioestesica più attendibile.
Per spiegare come un Testimone possa rappresentare degnamente una persona, possiamo ricorrere alla Fisica, la quale ha dimostrato, con il Teorema di Bell, che esiste un'energia che lega particelle elementari di energia identiche fra loro e non permette che avvengano cambiamenti nelle informazioni di una, senza variare automaticamente e in modo identico le informazioni delle altre, con tutte le implicazioni che ciò comporta.
Questo è valido anche per la corrispondenza che si ha fra il sangue, ad esempio, ed il suo possessore, cosicchè, facendo misurazioni su di esso, è come se queste si effettuassero sull'individuo stesso. Se avverranno variazioni sulla persona, automaticamente avverranno le stesse modificazioni sul suo sangue, anche se si trovasse a milioni di chilometri di distanza.
Questa teoria viene sfruttata anche in RADIONICA, metodo di diagnosi e di cura a distanza tramite dei Circuiti o Tavole apposite.
 
 
ESEMPIO DI CIRCUITI RADIONICI PER USI CURATIVI
 

IL DETECTORE O LOBOANTENNA DI HARTMANN
 
 
Questo strumento prende il nome dal suo ideatore (un fisico tedesco) ed è costituito da una lega metallica, con sezione circolare, avente la forma che appare in foto.
 
Questo strumento viene utilizzato soltanto nel corso di misurazioni geobiologiche , per trovare le linee del reticolo di Hartmann.
Il reticolo di Hartmann è costituito da linee o strisce energetiche che attraversano la Terra in direzione Nord-Sud, parallele le une alle altre di larghezza pari a circa 20-21 cm. e distanti fra loro circa 2,5 metri e da altre che l'attraversano in direzione Est- Ovest di identica larghezza, ma distanti fra loro circa 2 metri. I punti d'incrocio di tali strisce si chiamano, come già visto, Nodi di Hartmann, e sono molto pericolosi per la salute se ci si trova a soggiornarvi sopra regolarmente. Alcuni ricercatori ne hanno messo in rilievo la pericolosità, considerandoli tutti uguali. Altri ricercatori, invece, non sono del tutto d'accordo. Non tutti tali incroci, infatti, hanno le caratteristiche della grande pericolosità.
In entrambe le direzioni troviamo un vero e proprio nodo geopatico intervallato da 6 perturbazioni energetiche leggere. Tale situazione fa in modo che esistano delle linee immaginarie che vanno nella direzione Nord-Ovest / Sud-Est di grande pericolosità, intervallate ad altre 6 linee immaginarie, nella stessa direzione, poco dannose.
 
 
RETICOLO DI HARTMANN
 
La distanza fra i punti che compongono tali linee è matematicamente data dall'ipotenusa del triangolo avente come cateti le distanze tra le strisce che compongono il reticolo stesso e cioè 2 e 2,5 metri.
In totale abbiamo un nodo geopatico, lungo le linee immaginarie pericolose ogni 3,2 metri circa.
L'operatore tiene l'antenna in tensione premendola tra i due indici delle mani posizionate l'una sopra l'altra (come in figura) e cammina lentamente nella direzione
Nord - Sud o Est - Ovest.
Quando l' Antenna o Detectore si piega orizzontalmente, significa che ha trovato una delle linee che compongono il reticolo.
Camminando nella direzione perpendicolare a quella appena trovata, rileverà in pochi metri un nuovo spostamento delle antenne che indicheranno l'incrocio con una linea del reticolo proveniente in quella direzione. Quel punto d'incrocio è un Nodo di Hartmann, altrimenti detto Nodo Geopatico.
 
 
BIOTENSOR O BIORILEVATORE
 
Il Biotensor è stato ideato dal Dottor Oberbach ed è uno strumento di grandissima sensibilità. Esso consiste in una manopola, normalmente adattabile in lunghezza, di metallo o di legno, collegata ad un filo rigido sottile, di sezione circolare, d'acciaio, alla cui estremità sono attaccati una spirale oppure un anello vuoto all'interno o parzialmente pieno o, ancora, contenente una spirale.
 
L'operatore impugna la manopola del Biotensor, posizionando l'anello posto all'estremità parallelamente ( posizione a O ) o perpendicolarmente ( posizione a I ) al terreno o all'oggetto da misurare. A seconda del tipo di movimento dell'anello (se taglia, se ritorna, se si muove orizzontalmente, o ancora se il movimento è verticale, se gira in senso orario o antiorario o se resta fermo) si possono dedurre le risposte alle domande sull' oggetto misurato.
Nel nostro negozio on line troverete vari tipi di Biotensor Professionali e punte di ricambio per effettuare rilevazioni e diagnosi di vari tipi.
 
 
LE BACCHETTE A ELLE O ANTENNE ELLEMANIA
 
Veniamo ora alle Bacchette Ellemania:
Questo strumento può essere definito una derivazione della Forcella; lo utilizziamo normalmente quando vogliamo ottenere una misurazione di particolari tipi di energia. Si tratta di due bacchette che possono essere costituite di vari materiali: rame, ferro, ottone o una lega particolare ( che è la più sensibile e viene utilizzata da Radioestesisti professionali ), anche se non tutti i materiali rispondono allo stesso modo alle sollecitazioni energetiche che misurano.
La loro lunghezza è di circa 50 cm., piegate a 90° a 35/40 cm. da una delle estremità.
Si usano impugnandole delicatamente, dalla parte più corta, in modo da consentire loro il movimento, tenendole parallele fra loro e con i gomiti lungo i fianchi.
Quando le Bacchette sono stabili in questa posizione, l'operatore cammina dinanzi a sè lentamente. Incontrando una forma di energia o un'anomalia energetica ( positiva o negativa che sia ), le Bacchette si piegano, segnalando così tale irregolarità.
Per la verità, normalmente, solo una Bacchetta si piega, quella tenuta con la mano destra.
Per effettuare una diagnosi radioestesica, se l’oggetto della ricerca è lontano o riguarda una persona assente, il radioestesista adopera un testimone, cioè qualche cosa che ne faccia le veci.
 
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Il Pendolo [2.435 Kb]

SENSITIVO CARTOMANTE CONSULTI

SENSITIVO CARTOMANTE CONSULTI - SENSITIVO CARTOMANTE CONSULTI
Guarda i miei, video e impara a leggere i : Tarocchi

http://www.youtube.com/watch?v=qPmaCKbVOJw
http://www.youtube.com/watch?v=VHArxaOWRwo&feature=channel_page


“ La serietà, ma non solo ”
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L'obiettivo di questa rubrica non é quello di competere e neppure di stabilire delle verità ma é  quello di aprire un dialogo senza preconcetti, su ciò che molti discutono e forse, non tutti conoscono, mettendo del vostro sempre nel rispetto di tutti quindi : ...
Sentitevi liberi di lasciare i vostri commenti ... il dibattito é aperto ...
 
Oggi 06.05.09 - ore : 21.30
Do inizio ad una serie di argomentazioni, molto discusse.
Voglio iniziare con quello che una mia Passione, L’universo
Con scadenza, all'incirca settimanale gli articoli cambieranno.
 
Prefazione :
Mi rivolgo a coloro che amano l’universo, oppure coloro che si rivolgono ad astronomi per conoscere…
Chiedete al cielo quale è il vostro posto o perché ci siete ? … Volete sapere il perché di una stella o dove si trova, quanto è distante ecc… …
Tante domande che riguardano: “ il nostro Universo ” iniziamo a vedere se possiamo dare delle risposte
 
 Pelluce beta Gendi
25.06.09 ore 13,07
Polluce beta Gem
Costellazione : Gemini
GEMELLI


La costellazione dei gemelli è una delle più note, infatti la si conosceva fin dall’antichità, e rappresenta una coppia di gemelli che si tengono per mano, questi erano i figli di Loda, Polluce figlio di Zeus e Castore figlio di Tindaro re di Sparta. I due gemelli sono Polluce e Castore, che furono parte della ciurma di Argo. I gemelli sono dall'antichità patroni dei navigatori.
alfa
Geminorum (Castor), distante 45 a.l., è una straordinaria stella multipla, con sei componenti. A occhio nudo è visibile come una stella bianco-azzurra di mag. 1.6. Un telescopio di 60 mm con un forte ingrandimento separa Castor in due componenti strette, di mag. 2.0 e 2.9, che orbitano l’una intorno all’altra con un periodo di 420 anni. La distanza tra queste due stelle sta aumentando, e sarà quindi sempre più facile separarle, fin verso l’anno 2065, quando cominceranno a riavvicinarsi. Entrambe queste stelle sono binarie spettroscopiche. Con un piccolo telescopio si può vedere anche una compagna larga di Castor, una nana rossa di 9&ordt; magnitudine, che in realtà è una binaria a eclisse.
beta
Gem (Pollux), mag. 1.1, è la stella più brillante della costellazione. Alcuni astronomi suppongono che Pollux, essendo chiamato beta Geminorum, fosse originariamente più debole di Castor e che in seguito la sua luminosità sia aumentata (o quella di Castor sia diminuita); ma la realtà è che Johann Bayer, che etichettò le stelle con le lettere greche nel 1603, non era in grado di distinguere con precisione quale stella fosse la più brillante. Pollux è una gigante arancione distante 85 a.l.
gamma
Gem, mag. 1.9, è una stella bianco-azzurra distante 85 a.l.
delta
epsilon
Gem, distante 59 a.l., è una stella bianco-crema di mag. 3.5, che ha per compagna una nana arancione di mag. 8.1. Il contrasto di luminosità rende difficile separare le due stelle con aperture inferiori ai 75 mm. Gem, mag. 3.0. una supergigante gialla distante 680 a.l. Con un potente binocolo o un piccolo telescopio, si può vedere una compagna larga di 9&ordt; magnitudine.
zeta
Gem, distante 1500 a.l., è contemporaneamente una stella variabile e una doppia ottica. La stella principale, una supergigante gialla, è una variabile cefeide che fluttua tra mag. 4.4 e 5.2 con un periodo di circa 230 giorni. Il suo periodo sembra diminuire di 3-4 secondi all’anno.
eta
Gem, distante 190 a.l., è un’altra doppia variabile. È una gigante rossa e fluttua con un andamento semiregolare fra le magnitudini 3.1 e 3.9 ogni 230 giorni circa. Ha anche una compagna stretta di 8&ordt; magnitudine, che può essere separata dalla stella principale soltanto con un grande telescopio.
kappa
Gem, distante 150 a.l., è una gigante gialla di mag. 3.6 con una compagna di mag. 9.5 difficile da vedere con un piccolo telescopio a causa dell’estrema differenza di luminosità.
nu
Gem, mag. 4.2, è una stella bianco-azzurra distante 360 a.l., con una compagna larga di 9&ordt; magnitudine visibile con un binocolo o un piccolo telescopio.
38
Gem, distante 85 a.l., è una stella doppia, visibile con un piccolo telescopio, con componenti bianca e gialla di mag. 4.7 e 7.6.
M
35 (NGC 2168), distante 2600 a.l., è un ammasso stellare grande e brillante, visibile a occhio nudo o con un binocolo, che copre un’area di cielo maggiore di quella della Luna. È formato da circa 120 stelle. Anche con un piccolo telescopio e un modesto ingrandimento si può vedere che le stelle di questo ammasso sono disposte in catene ricurve. Apparentemente vicino ad esso, ma in realtà a circa 14,000 a.l. di distanza, si trova NGC 2158, un ammasso stellare molto ricco, che appare come una piccola, debole macchia di luce, per distinguere la quale è necessaria un’apertura di almeno 100 mm.
Claudio
Se vuoi continuare la consultazione di questo argomento clicca sui seguenti link :
http://www.castfvg.it/costell/gem.html
http://www.otticademaria.it/astro/Costellazioni/st_gem.html
http://www.margheritacampaniolo.it/almacostellazionegemelli.htm
http://digilander.libero.it/andromedda/Stelle%20e%20Costellazioni%20-%20Gemelli.htm
Il Prossimo articolo sarà : Andromeda

Iniziati alla: SCUOLA di ARTI ANTICHE

Iniziati alla: SCUOLA di ARTI ANTICHE - SENSITIVO CARTOMANTE CONSULTI
Studiosi del passato

L'obiettivo di questa rubrica non é quello di competere e neppure di stabilire delle verità ma é  quello di aprire un dialogo senza preconcetti, su ciò che molti discutono e forse, non tutti conoscono, mettendo del vostro sempre nel rispetto di tutti quindi : ...
Sentitevi liberi di lasciare i vostri commenti ... il dibattito é aperto ...

Oggi 30.04.09 - ore : 12.30
Do inizio ad una serie di argomentazioni, molto discusse.
 
Voglio iniziare con quello che é il mio primo amore, La Divinazione con l'uso dei 22 Arcani Maggiori

I Tarocchi
 
Con scadenza, all'incirca settimanale gli articoli cambieranno.
Buona lettura ...

Prefazione :
Mi rivolgo a coloro che amano i tarocchi, oppure coloro che si rivolgono ai consulti, presupponendo che hanno un interesse, visto che lo pagano …
Chiedete un consulto che possa tracciare la vostra via prima di prendere decisioni del tipo … Cerco un pertner, devo accettare un lavoro, devo affrontare una decisione importante perché, … a cose ormai fatte spesso si raccolgono soltanto i cocci … Meditate e cercatevi un Sensitivo vero
 
Tante domande che riguardano la “ Cartomanzia ” iniziamo a vedere se possiamo dare delle risposte
 
30.06.09 - ore : 15.46
 I TAROCCHI: strumenti di CONOSCENZA

I TAROCCHI: strumenti di CONOSCENZA

 

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N.d.R.: quello che segue è il testo integrale di una conferenza tenuta da Pirofilo il 31 marzo 1998 a Rimini al Club Malatestiano su iniziativa del Circolo Giovanni Venerucci. L’introduzione è a cura del Presidente del Circolo Antonio Calderisi.

Il tema di questa sera è indubbiamente molto accattivante. Credo, infatti, che ciascuno di noi abbia avuto a che fare, in qualche modo, col misterioso mondo dei Tarocchi.

Ma, decisamente, il tema di questa sera riporta anche l’Uomo del quale ci stiamo occupando a riprendere il suo "Viaggio".

Che cosa cerca l’Uomo? Che cosa simboleggia il suo Viaggio? Cos’è la Conoscenza alla quale vuole pervenire?

Dopo quasi tre anni di queste nostre Conversazioni, credo sia emerso abbastanza bene che egli stia ricercando il fondamento dell’Assoluto, stia ricercando valori assoluti (non certo in funzione della morale che è un simulacro d’assoluto), che il suo sia il desiderio di ritrovare il "paradiso perduto", la "paradessa". il desiderio di ricongiungere il suo Io al SE’.

I modi, i mezzi, il "come si fa". non possono essere spiegati perché, dovendo necessariamente essere oggetto di ricerca, di esperienza personale, sono incomunicabili. E poi, ricordiamolo, "l’esoterismo non si dice, si fa".

I modi, i mezzi, possono quindi solo essere indicati, così come hanno fatto i costruttori delle cattedrali con le loro opere, gli egizi con la loro religione, Dante ed i poeti del Dolce Stil Novo con la loro poesia, i Templari con il loro messaggio sapienziale, Mozart con la sua musica, Francesco d’Assisi e tanti altri grandi iniziati, ivi compreso Gesù, con l’esempio della loro vita.

I modi ed i mezzi della ricerca, dunque, possono essere solo indicati: il compito della logica si ferma qui. "il Tao -la via- ha la semplicità del senza nome" diceva Lao-Tsu.

Con le nostre Conversazioni vogliamo, pertanto, solo proporre motivi di riflessione.

Vogliamo inoltre far notare come l’uomo contemporaneo sia fortemente individualizzato e realizzi il rapporto tra sé e il mondo solo attraverso il pensiero. Nell’antichità non doveva essere proprio cosi: la Natura, con i suoi riti e le sue leggi, penetrava talmente a fondo la coscienza degli uomini che fu certamente in quel periodo che essi impararono a conoscere gli archetipi. cioè le funzioni con le quali la natura si manifestava loro.

Orbene, di tali funzioni, di tali principi senza tempo, sono rimaste alcune tracce riconoscibili all’osservatore attento: i simboli.

I Tarocchi sono una raccolta di simboli o meglio una versione abbastanza recente di tale raccolta, dei quali l’umanità si serviva quando ancora non aveva inventato il linguaggio scritto. Ed i simboli -lo abbiamo ricordato nella Conferenza a loro dedicata- per dirla come Wirth sono "una finestra aperta sull’infinito". "Quando si riesce a farli parlare, superano in eloquenza qualunque discorso, poiché permettono di ritrovare la Parola perduta, cioè l’eterno pensiero vivente del quale sono l’espressione enigmistica".

I tarocchi sono anche un gioco. Un gioco, però, che ci ha tramandato dei simboli nei quali concentrata una saggezza antica e misteriosa. Sono immagini emblematiche che vengono dal profondo, così piene di colori, di figure e di numeri.

Sono un’eredità anonima, travestita con vesti medioevali, sopravvissuta perché nascosta sotto forma di un gioco innocente, capace, però, di risvegliare qualcosa in noi.

I Tarocchi sembrano parlare solo a chi è pronto, a chi ha imparato a comprenderli, a chi riesce a guardare al di là delle forme. Questo perché i Tarocchi sono un mezzo di comunicazione, un modo di comunicare tra noi e l’Essere quasi un catalizzatore di saggezza dell’umanità che sembra testimoniare che l’età dell’oro è davvero esistita.

C’era una volta in cui gli uomini erano in sintonia con la natura e ne conoscevano i segreti.

Certo, secondo il concetto moderno di Scienza, tutto ciò non è "scientifico", ma cosa vuol dire allora la preghiera così in cielo come in terra?

Ciò che è in Alto è come ciò che è in Basso, e ciò che è in Basso è come ciò che è in Alto, per fare il Miracolo della Cosa Unica

Sì, forse tutto questo non è, secondo l’accezione moderna del termine, "scientifico", ma a noi piace perché parla direttamente al cuore.

Un’ultima considerazione prima di passare la parola al nostro ospite.

La cultura ufficiale del nostro paese, che da almeno un millennio ha goduto il gradimento e la protezione del cosiddetto "potere costituito" (e sapete bene quali vesti abbia rivestito, specie in Italia, tale "potere"), ha demonizzato ed emarginato -forse in alcuni casi anche a ragione- particolari campi di ricerca come, appunto, quello sui Tarocchi. Ma sono oramai maturi i tempi in cui si debba dire e capire cosa in realtà siano state queste "scienze minori" (la scienza dei simboli, l’alchimia, la numerologia, la cabala, la magia, che sarà oggetto della prossima nostra Conferenza) e perché siano state relegate con forza ai margini del sapere e nascoste all’attenzione di coloro che liberamente ricercavano e ricercano la verità.

A nessuno sfugge, e tanto meno a coloro che possiedono un minimo di conoscenze della storia del pensiero religioso occidentale, che il credente, l’uomo pio e timoroso di dio, per essere ammesso alla gloria dei cieli, doveva, ed ancora oggi deve, conservare e gelosamente difendere una sempre verde e sana "ignoranza". E ciò a causa del fatto che il dubbio esistenziale e la curiosità scientifica avrebbero portato, ineluttabilmente, alla dannazione dell’anima ed alla corruzione del corpo.

Non voglio certamente far polemica con quelle forze conservatrici, rappresentate dal potere esercitato dalla Chiesa, che tentano con tenacia ma a mio avviso inutilmente (il fenomeno New Age dovrebbe far riflettere), di soffocare la rinascita della libera ricerca della verità e dello spirito, ma la seguente precisazione s’impone: una ricerca sui Tarocchi non deve e non può, proprio in virtù di quanto ho appena detto. omologarci quali ciechi paladini della cartomanzia da sottoscala o dei mercanti di lusso che vivono. indebitamente. a ridosso di questa specialissima e preziosissima scienza.

La testimonianza di credibilità, che certamente l’amico Pirofilo ci porterà, rigetterà tutte quelle convinzioni superstiziose e quelle fantasiose certezze che nei secoli si sono formate nella mente dei più in relazione a questo antico sapere.

Antonio Calderisi

Pirofilo

I TAROCCHI: strumenti di CONOSCENZA

Signore e signori, l’argomento è molto complesso e io mi auguro di riuscire a coprirlo per lo meno in parte. Per prima cosa vorrei dire che provengo dal campo dei computers: sono più di trentacinque anni che mi occupo di computers e non mi sarei potuto occupare di computers se non avessi avuto i piedi ben per terra con una logica da seguire. Però è altrettanto vero che nel corso dei miei anni mi sono reso conto che c’erano molte realtà complesse che seguivano logiche particolari e che non potevano essere oggetto di descrizione. Se uno riesce a descrivere tali realtà, di solito ne dà un’idea estremamente grossolana.

Ora prima di cominciare, però, volevo richiedere a voi una certa dose di pazienza, perché siamo, in questo ambito, vicini al limite delle parole. Le parole spesso rappresentano concetti: vengono prese come concetti di categorie, ma in questa maniera si corre il rischio di non intenderci. Vi chiedo quindi uno sforzo di apertura mentale andando al di là di quelle che possono essere le prime impressioni date dai concetti.

Per seconda cosa volevo dire che il tema che affronto tratta di conoscenza esistenziale e quindi non tratterò assolutamente il problema della parte divinatoria delle carte dei tarocchi, che possono anche rappresentare un campo di indagine che però a me non interessa in modo particolare.

Voglio poi dire che non sono un teorico. E allora qui vorrei aprire una piccola parentesi. Noi siamo abituati a considerare le esposizioni come se fossero teorie, ma io vorrei introdurre un principio leggermente diverso, che poi usiamo tutti i giorni, e cioè il modello funzionale.

Un esempio di modello funzionale è, per esempio, un sergente che fa istruzione alle reclute; strilla e urla ma trasmette un messaggio; questo messaggio non può essere teorizzato, perché oltre a quello che dice -che potrebbe dire anche non strillando- arriva un messaggio fatto di forza, di comando, di prepotenza, di tutto quello che volete voi.

Tutto questo non è descrivibile. Però il modello del sergente esiste e tutti quanti credo che lo capiscano bene. Allora per il fatto che non può essere teorizzato noi dobbiamo considerare che non esiste? Mi sembra un po’ assurdo, perché tutta la vita è fatta di modelli funzionali.

Chi riceve il messaggio viceversa usa il cosiddetto modello esistenziale. Anche questo non può essere comunicato. La persona, la recluta che riceve gli ordini urlati dal sergente li interpreta in parte obiettivamente, in parte soggettivamente. Dobbiamo dubitare per questo dell’esistenza di tutte queste cose per il fatto che uno le percepisce soggettivamente? Questo mi sembra abbastanza arbitrario anche perché tutta la vita è fatta di modelli esistenziali.

Ogni volta che noi riceviamo una sensazione dall’esterno, una percezione, usiamo un nostro modello esistenziale; valutiamo questa percezione e la facciamo nostra.

Volete sapere un tipico esempio di modello esistenziale? Questo esempio è abbastanza comprensibile. Se uno mangia un’arancia può raccontare cosa vuoi dire la sua esperienza? E’ impossibile. Però se due persone hanno mangiato l’arancia si intendono immediatamente, anche se la prima persona può avere avuto una sensazione soggettiva diversa dalla seconda, ma tutte e due sanno di che cosa si tratta.

Se ci fosse di mezzo una teoria, secondo le teorie definibili, quanto detto non dovrebbe funzionare e invece funziona benissimo. Una terza persona che non ha mai mangiato l’arancia non riuscirà mai a capire di che cosa parlano le prime due e penserà che queste gli vogliono tenere nascosto un segreto. Cosa che non è vera perché, anche se volessero, i due non hanno la possibilità di comunicarlo.

Bene. Cosa c’entrano i tarocchi con tutto questo?

C’entrano perché i tarocchi, come carte, sono un modello funzionale e noi possiamo interpretarli come un modello esistenziale. Questo è importantissimo perché se noi andiamo a vedere in profondità i modelli esistenziali, troviamo che tutto quello che per noi ha un valore costituisce un modello esistenziale. Se noi togliessimo di mezzo i modelli esistenziale la vita diventerebbe molto piatta e noiosa. Io posso osservare per esempio una chiave, la guardo, ma che informazioni esistenziali mi dà? Quasi nessuna, perché non c’è una realtà esistenziale dietro una chiave se non il fatto che essa esiste.

Tutto quello che invece ci può provocare dei valori interiori, rappresenta un modello funzionale e perciò una realtà esistenziale per noi che la viviamo.

Al di là della semplice sequenza delle carte dei tarocchi esiste un mondo di una complessità enorme, che regolarmente mi causa meraviglia anche se è da moltissimi anni che lo guardo. Mi chiedo come siano potuti essere così concepiti, chi li ha inventati, chi li ha perfezionati.

Io credo che siano stati lentamente perfezionati. Forse all’inizio non erano così ma questo non riusciremo mai a saperlo anche perché prima del 1400 non ce ne sono tracce, per lo meno tracce fisiche. Personalmente credo che il vero sviluppo deve essere cominciato intorno al 1700, però anche di questo non si riesce a trovare una convincente spiegazione. Una cosa è certa e cioè che via via si sono evoluti e sono state fatte aggiunte. Sicuramente il mazzo di carte dei tarocchi più rappresentativo è quello detto Marsigliese, che poi è stato leggermente modificato, in tempi recenti da Oswald Wirth, che fra l’altro era un esperto di questo campo.

Quando ho cominciato ad occuparmi di tarocchi, inizialmente l’ho fatto con curiosità non riuscendo a capire bene cosa volessero rappresentare. Mi sembrava tutto molto strano, poi ho cominciato ad osservare cose che apparentemente implicavano un significato.

Anzitutto le carte sono numerate. Perché numerate? La prima risposta che viene alla mente è che viene suggerito di guardarle secondo un certo determinato ordine. E questo già mi ha incuriosito.

Le carte sono 22 in totale. Se togliamo il matto che non ha numero, rimangono 21 carte.

C’è un fatto assai curioso. Se io le divido in sette gruppi consecutivi di tre carte ciascuno, tre delle carte centrali di tali gruppi sono apertamente chiamate con nomi di Virtù: una è la Giustizia, una Fortezza e un’altra la Temperanza.

Questo mi ha incuriosito e sono andato a vedere se anche le altre quattro carte centrali, che non avevano un chiaro nome di Virtù, potessero essere riconducibili a una virtù. In effetti, l’abbinamento è abbastanza facile, perché la Papessa rappresenta la Speranza, il Papa è la Fede, mentre le Stelle sono la Carità. L’ultima carta che rimane apparentemente fuori da tale logica, ed è la più difficile di tutte, è il Giudizio. Lì per lì non riuscivo a capire cosa volesse dire, poi ho ricordato che c’è un vecchissimo detto, che dice "abbi giudizio" per intendere di essere prudente.

Ora voi capite bene che, essendoci tutta una serie di coincidenze del genere descritto, bisognava cominciare a pensare che sotto ci fosse un qualche messaggio. Non era più pensabile che queste cose fossero messe così a caso ed allora cominciai ad indagare per vedere quale poteva essere il messaggio celato. E qui sono venute alla luce tutta una serie di fatti che via via mi hanno incoraggiato a proseguire per meglio comprendere le cose.

Le virtù che cosa sono: rappresentano, esistenzialmente parlando, dei modi di essere e così ho cominciato a capire che i simboli proposti dalle carte sono modi di essere; non sono concetti, sono molto di più. Rappresentano modi essere dell’esistenza.

La Giustizia, per esempio, che forse sarebbe bene chiamare imparzialità. L’imparzialità può essere considerata anche un concetto ma può anche essere un modo di essere: la persona che è imparziale ha una forza dentro di sé che non ha invece la persona che non e imparziale. Così una persona che ha una speranza, che vive la speranza come modo di essere, ha una forza.

Questi modi di essere sono azioni e quindi ho pensato che potessero rappresentare l’equivalente di un verbo: ricordate il Faust di Goethe.? "In principio era il Verbo", ma forse sarebbe meglio dire "in principio era l’Azione".

E allora vedendo queste sette carte, le centrali di sette gruppi di tre carte, ho cominciato a osservare se si voleva far comprendere che la parte centrale rappresentava il verbo e quindi l’azione.

In realtà la prima carta di ogni gruppo di tre carte rappresenta la carta di partenza, la terza, invece, è una carta d’arrivo. Quindi un modo di essere di partenza più un’azione, che è anche un modo di essere, diventa un altro modo di essere finale, su cui ci si appoggia. Ogni gruppo di tre carte rappresenta una particolare azione, che implica ben precisi modi di essere.

E qui è cominciato a venirne fuori il quadro generale di ciò che veniva proposto dal modello funzionale e esistenziale dei tarocchi.

Mettendoci di fronte alla sequenza delle carte mi sembra che venga esplicitata una sequenza anche temporale o per lo meno sequenzialmente logica: si parte dalla prima, poi viene la seconda, la terza, e così via. Che significato avrebbe, altrimenti, mettere i numeri alle carte?

***

La prima carta dei tarocchi, il Matto, è una carta fuori sequenza.

Ci sono molte informazioni celate in questa carta. Abbiamo un personaggio che cammina senza meta, non c’è, infatti, alcun sentiero; si appoggia a un bastone, simbolicamente ha un qualcosa a cui appoggiarsi; ha un fagottino sulle spalle e, quindi, non è del tutto indigente e forse l’informazione più importante di tutte è il suo andare erratico, costretto da una belva, da un cane, che gli morde il sedere.

Questa praticamente è la condizione normale della persona che non ha un cammino personale ben delineato, che è spinta, è agita, piuttosto che decisa ad agire.

A questo punto incomincia il vero cammino, non si sa bene verso dove. Il Matto improvvisamente prende coscienza di se stesso e di quello che è in lui. Improvvisamente diventa il Bagatto.

Se osservate la carta del Bagatto si vede un piccolo banco con tre simboli che sono l’acqua - la coppa, i denari - la terra, la spada - l’aria; in mano ha la bacchetta che è il simbolo del fuoco. Compaiono quindi improvvisamente i quattro elementi i quali non sono gli elementi chimici come normalmente si pensa, ma sono anche essi modi di essere: la mia opinione è che rappresentano i mattoni del divenire.

Allora il Bagatto, il giocoliere, con i mattoni del divenire, incomincia a pensare alla via della conoscenza di se stesso.

Usando la speranza, come azione, arriva all’Imperatrice che costituisce la conoscenza. Il desiderio, la possibilità cioè di uscire da se stesso, attraverso la speranza, attraverso l’iniziazione, perviene ad una conoscenza che è il superamento del vagare caotico.

Una volta che uno ha avuto la conoscenza, non potrà più tornare indietro: la conoscenza è un punto di arrivo.

La conoscenza, o meglio la coscienza della conoscenza è rappresentata dall’Imperatore, che ha uno scettro in mano, simbolo di un potere cosciente.

La vera coscienza della conoscenza genera la Fede, che è rappresentata dal Papa. La Fede è un’azione; la fede è un modo di essere che porta ad un’azione interiore.

La carta successiva, che è l’Innamorato, propone in sostanza un bivio all’incontrario: vi sono due strade che poi convergono verso un’unica strada. C’è una specie di angelo che dall’alto scocca una freccia. In altre parole una persona che ha raggiunto una conoscenza e una coscienza di se stesso ed ha fede, è pronto a scegliere e percorrere una strada.

Questo lo si vede nella carta successiva dove c’è un carro trainato da due Sfingi che è guidato da un uomo con una corona in testa. E’ sempre il Bagatto che prima è diventato Imperatore e poi è diventato colui che guida il carro.

Ecco: a questo punto incomincia un cammino dinamico, un cammino dinamico che deve essere bilanciato, perché per riuscire a pilotare le forze delle due Sfingi che tirano il carro -una va da una parte una dall’altra- si esige una grande imparzialità: ecco il simbolo della Giustizia, che deve essere intesa come azione imparziale.

Solo a questo punto, se una persona ha realizzato le trasformazioni avvenute in se stesso, cioè è riuscito a percepire che cosa significhino tutti i modi di essere proposti, solo a questo punto si incomincia a poter percorrere il cammino e il Matto che vagava nel caos diventa l’Eremita che ha una lampada e quindi ha una luce e comincia a vedere qualche riferimento su cui contare, su cui orientarsi. Ha lo stesso il bastone del Matto, non ha più il sacco dei propri averi ma sotto il mantello c’è la luce.

Ora, che tutto quanto detto rappresenti una sequenza senza significato, ho difficoltà a capirlo. Credo che tutto sia, invece, molto logico, molto consequenziale e rappresenta proprio una sequenza di realizzazioni interiori.

Con queste prime nove carte finisce il cammino, quello decisionale interiore, di chi vuole mettersi in cammino. In altre parole il Matto che ha preso coscienza di se stesso e ha realizzato una serie di trasformazioni è diventato l’Eremita, il viandante ricercatore con la luce.

Le altre nove carte che seguono sono di natura completamente diversa perché l’essere attivo, rappresentato dalle varie forme assunte dal Bagatto, è qualche cosa che svanisce.

La prima carta delle sequenze successive è la Ruota della Fortuna. E’ qualche cosa imprevedibile: le persone che, pur avendo deciso di percorrere volontariamente il cammino, improvvisamente si imbattono negli eventi, che possono essere favorevoli o sfavorevoli. Non basta cioè decidere su se stessi, bisogna anche superare quelli che sono gli eventi esterni alla nostra volontà.

E da qui in avanti si comincia a proporre un modo di porsi di fronte agli eventi in una maniera completamente diversa da quella che noi normalmente utilizziamo nella vita di tutti i giorni, in cui un evento contrario ci abbatte e un evento favorevole ci porta alle stelle. In entrambi i casi è un errore che si deve imparare ad evitare.

La carta successiva è azione. Bisogna imparare a vedere come si agisce nei confronti degli eventi: con la Forza, ma di tipo del tutto speciale. Essa è simboleggiata da una donzella che senza sforzo apre le fauci del leone. E’ una carta molto importante per comprendere il corretto modo di porsi di fronte alla vita. Le persone che percorrono il loro cammino interiore non dovrebbero più tentare di aprire con la forza le fauci del leone, che simboleggiano la pericolosità degli eventi. Fare sforzi; non serve.

Se uno riesce a capire il modo di essere associato alla forza di aprire le fauci del leone senza sforzo, diventa la carta successiva, e comincia a comprendere l’Appeso.

L’Appeso è in vacanza, non fa più il giocoliere, si lascia guidare dagli eventi, non si oppone ad essi. E’ una figura estremamente strana, che non è impiccato come normalmente si crede, ma è appeso cioè come uno che si lascia andare agli eventi senza opporsi.

Fra l’altro si libera la sua ricchezza, perché ha dei soldi, dell’oro che esce dalle tasche, come se quello che fosse nascosto in sé improvvisamente si manifestasse per il fatto stesso di appendersi.

Poi nella carta dell’Appeso c’è una cosa molto strana; viene proposto un simbolo fatto da un triangolo e da una croce. Chi ha presente l’appeso ricorda che ha una posizione strana; è singolare che uno venga appeso per una gamba sola e che l’altra gamba sia a croce. In realtà è una croce sopra a un triangolo che simboleggia l’acqua. Praticamente sono i quattro elementi che predominano e che possono essere padroneggiati solo se uno si abbandona al flusso dell’acqua.

Le tre carte successive proseguono nell’approfondimento di questa strana forma di azione, di questo modo di porsi passivamente di fronte agli eventi. Non si tratta però di una passività di tipo fatalistico, ma piuttosto di un saper superare gli ostacoli apparenti degli eventi per riuscire ad interpretarli nella loro giusta maniera.

Le tre carte successive sono una terna rappresentata dalla Morte, dalla Temperanza e dal Diavolo.

Sono tutti modi di essere particolarmente sottili che uno deve cercare di penetrare con grande sensibilità

Cosa significa la Morte? Vediamo la Morte che taglia la testa al re e alla regina. In altre parole non basta appendersi, ma per poter proseguire nella strada della vera conoscenza esistenziale - quella che può essere vissuta, esperienzialmente percepita, ma non così per caso - se uno vuole percorrere quella strada, deve abbandonare l’individualità, che è rappresentata simbolicamente dal re e dalla regina, che sono delle teste che vengono tagliate; in altre parole si propone che vengano superati non solo la volontà d’azione ma anche l’Io.

La carta successiva. Qual’è l’azione per superare questo livello? E’ la Temperanza: si vede un angelo che versa da una brocca d’argento acqua in una brocca d’oro senza che una stilla d’acqua esca fuori dalle brocche. In altre parole si propone un modo di essere tale per cui quello che fluisce dagli eventi (recipiente d’argento) entra in un altro recipiente d’oro, che dovrebbe rappresentare i nostri valori interiori, una specie di cassaforte per tesori che non vengono dispersi.

Chiaramente sto molto semplificando perché se dovessimo entrare nei dettagli staremmo qui giornate intere.

Una volta che si è vissuto questo modo di essere della Temperanza, che non consente il predominio di cose esterne o il predominio di cose interne, ma un equilibrio interiore di tipo speciale, che non è l’imparzialità, ma è un qualcosa di diverso che logicamente implica l’assenza della gola che è il contrario della temperanza, ecco che arriva il Diavolo il quale è semplicemente un perfetto ricevitore degli eventi. Solo allora è possibile leggere il gran libro della natura. Ecco il significato di questa carta.

Naturalmente leggere nel gran libro della natura significa che uno deve tenere a freno faticosamente le proprie passioni che sono rappresentate dai diavoletti che sono ai piedi del Diavolo, tenuti al guinzaglio.

Nelle carte di Oswald Wirth compare anche la scritta "solve et coagula", che è un’operazione alchemica. Solo attraverso la percezione del solve, attraverso la lettura del gran libro della natura, uno riesce poi a coagulare in se stesso tutte informazioni, tutte le percezioni, che possono arrivare solo quando uno si è liberato di tutte le altre remore messe in luce nelle carte precedenti.

La terna successiva delle carte diventa fondamentale.

La prima è chiamata la Torre, in francese La Maison Dieu, che non è la casa di Dio ma la Casa Dio. Si vede una torre che implica una costruzione, che viene distrutta da un lampo di luce. In questa distruzione ci sono due persone che cascano, uno è l’architetto costruttore della torre e l’altro, invece, è uno che ha la corona in testa. Cosa può significare questo? Può significare che uno deve finire di distruggere la tana, la cuccia, che noi stessi ci siamo costruiti e dove in certi determinati eventi noi ci rifugiamo; ci rifugiamo per difenderci. Ma, invece, non deve essere così. Quello che viene proposto è che attraverso il lampo di luce l’architetto, che è quello che riceve un mattone in testa, muore. Non si debbono più costruire Case Dio. Si possono solo abitare.

La carta successiva è l’azione che corrisponde alla Carità, in cui si vede l’evoluzione del la temperanza: abbiamo le stesse brocche e lo stesso angelo; questa volta però l’acqua invece di passare da una brocca all’altra viene versata all’esterno. Questo mi sembra proprio che sia il simbolo della carità, cioè la possibilità che uno ha di poter finalmente versare con cuore il tesoro che ha accumulato interiormente. E’ un’acqua che viene resa disponibile al mondo esterno.

L’ultima carta. La Luna. Dopo che uno ha vissuto l’azione inerente alla carità, del modo di essere della carità, di essere nella carità, a questo punto finalmente compare la strada. E’ una strada che si perde verso l’infinito. Ci sono due cani e due torri, una da una parte e una dall’altra parte della strada, un cane bianco da una parte e un cane nero dall’altra. Possono rappresentare i cosiddetti guardiani della soglia, che sono quelli che ci impediscono di andare verso l’infinito.

Finalmente compare la strada ma è sparito il viandante. Questo rappresenta qualche cosa di estremamente importante: io credo che questa carta proponga che quando uno ha cominciato a vedere le cose importanti nella vita e nell’esistenza, non è più importante il viandante ma importante, invece, è andare.

Qui cominciano a farsi vedere le informazioni, le famose domande: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Sono domande che hanno sempre preoccupato l’uomo, alle quali è difficilissimo dare una risposta.

Qui, però, si cominciano a proporre queste domande; si cominciano a proporre in un senso più ampio. Ci si comincia a chiedere se si sia pensato a tali domande, a chiedere se si sia pensato che tutto ciò ha una logica profonda.

Rimangono le tre ultime carte. Esse sono di natura molto difficile. La prima rappresenta l’unione della parte attiva e della parte passiva che sono contemporaneamente in noi: si vedono un giovane e una giovane donna che si danno la mano sotto l’emblema del sole, ossia la luce.

La seconda carta mostra un angelo che suona una tromba e alle due persone precedenti, un uomo e una donna, si aggiunge un altro essere che esce fuori da una specie di tomba ed è visto di spalle; in altre parole sembrerebbe proprio che questa azione, che corrisponde alla Prudenza, al modo di essere della Prudenza, genera un nuovo nato, che non è né un uomo né una donna ma qualcosa di nuovo.

Si presenta subito l’analogia con l’angelo della sesta carta; là la freccia, ispirata dall’angelo, rappresentava la volontà mirata, qui invece si tratta di un suono. Ho creduto di capire che si tratti della risonanza. In altre parole noi per poter proseguire nelle strade dell’essere non possiamo essere lettera morta ma dobbiamo risuonare con gli eventi esterni.

L’ultima carta rappresenta il Mondo. In essa si può osservare una cosa molto interessante: c’è una specie di ermafrodita che non è né un uomo né una donna che sta dentro una ghirlanda e cammina con grande leggerezza; intorno ci sono i quattro elementi, che non sono più le spade, i bastoni, la coppa e i denari, ma sono diventati i quattro evangelisti; quindi è come se i quattro elementi del divenire si fossero trans-sustanziati e fossero diventati cose viventi. Non è più la ruota della Fortuna, mossa dagli eventi esterni, ma una ruota mossa da noi stessi, a ragion veduta. Il Bagatto non è più un giocoliere.

A questo punto abbiamo raggiunti la fine del viaggio? Nossignori.

Se voi osservate bene, noi siamo attratti da due cose contemporaneamente: da un lato dal desiderio di elevarci e dall’altro dal desiderio di manifestarci. Sono due cose che sono apparentemente opposte; tutta la vita è un continuo sforzo di manifestazione; il nostro pensiero cosciente viceversa è uno sforzo di capire chi siamo.

Allora la cosa assai difficile da capire è di pensare di fare il percorso delle carte all’incontrario, cioè invece di percorrere le carte dall’uno alla ventuno, che è il percorso dell’elevazione, ci viene proposto il cammino della manifestazione, dalla carta ventuno alla uno. E qui io mi sono meravigliato e mi meraviglio, perché le stesse cose viste nei due sensi opposti assumono significati diversi. In particolare, essi sono veramente pregnanti nella via verso la manifestazione.

L’interpretazione di tale via è già molto più difficile. Io, una simile interpretazione, non sono riuscita a trovarla scritta da nessuna parte, però mi sembra così evidente che mi sento di proporvela.

Si torna indietro, però con una coscienza di tipo diverso in cui la persona assume sempre più coscienza della propria realtà esistenziale e alla fine ritorna praticamente nella realizzazione; l’ultima carta diventa il Bagatto nuovamente si trova un giocoliere che può realizzare qualche cosa, ma questa volta non lo realizza partendo dal basso, dall’incertezza, ma partendo dalla coscienza di quello che ha raggiunto. Quindi al termine del percorso si diventa qualcuno che opera a ragion veduta. Se vogliamo dirla in altri termini più semplici la strada dalle carte dall’uno al ventuno è la strada della speculazione, quella delle carte dal ventuno alla uno è la strada della operatività.

Ecco io avrei anche finito. Voglio però farvi presente anche un’altra cosa che prima avevo dimenticato di dirvi.

Noi leggiamo da sinistra verso destra e quindi dovremmo stendere le carte in tale ordine.

Ci sono delle figure che guardano alla loro destra, ci sono altre che guardano alla loro sinistra e altre che guardano direttamente verso di noi; poi ci sono figure che non hanno i piedi per terra come gli angeli. Io credo di aver capito questo: se prendiamo ad esempio la carta numero quattro che guarda verso carta numero tre, in realtà è una contemplazione del passato, una presa di coscienza del passato. Se le figure di altre carte guardano nell’altra direzione, è verso il futuro, un non futuro necessariamente temporale, quello viene dopo anche logicamente. Quando invece guardano verso di noi in realtà si tratta un’azione dell’istante presente, che non prevede né il passato né il futuro.

Sono disponibili quantità enormi di informazioni che derivano da queste carte, che possono dare stimoli veramente importantissimi per cercare di penetrare le proposte che cercano di far arrivare all’attenzione delle persone. Sono messaggi, lasciati perché uno li possa prendere.

Da questo punto di vista i tarocchi rappresentano un mezzo potentissimo di conoscenza dell’esistenziale. Non possono certamente rappresentare una conoscenza definibile e questo è forse è il più grosso ostacolo, nel senso che fino a che uno non impara a superare lo scoglio della definizione (terreno metaforico su cui uno si appoggia), gli sembra di andare sulle sabbie mobili, rimane sconcertato. Ma se piano piano uno si abitua alle sabbie mobili, alla mancanza di una definizione, può arrivare a una visione di significati che sono molto più profondi e molto più logici di quelli che possono essere dati una normale interpretazione conoscitiva.

Sotto lo pseudonimo di Pirofilo si cela un illustre e profondo studioso di esoterismo che da molti anni collabora con le riviste Hiram e Acacia. Altro ambito dei suoi molteplici interessi è rappresentato dal mondo della "computeristica". Ha recentemente pubblicato per Pontecorboli Editore, sempre con lo pseudonimo di "Pirofilo", il libro "Gli antichi problemi dell’Uomo ovvero Dialoghi esoterici sull’esistenza".

ci ha tramandato Ermete Trismegisto.

Claudio


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http://www.tabaccheria21.net/i_tarocchi.htm
http://it.camoin.com/tarot/-Philippe-Camoin-it-.html
http://www.elisabethmantovani.com/index.php?page=tarocchi
http://www.misteria.org/I%20TAROCCHI,%20ELISABETH%20MANTOVANI.htm
IlProssimo articolo sarà : Tarocchi Piemontesi 1

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