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Grazie a tutti per il consenso ricevuto, sia telefonico che delle mail che ricevo.
Risponderò a tutti con un poco di pazienza, non preoccupatevi.
La vostra generosità, da come mi dite è ripagata, questo è un fatto che mi rende felice, voi appagate la mia vita, già complessa di per se.
Continuate la vostra strada, sereni perché, l’amore e l’onestà alla fine ripaga.
Non trovo le parole adatte, per esprimere la mia gratitudine nei vostri confronti. Dico soltanto, grazie e grazie.
Affidati ad un vero Sensitivo Amorevole che, ha l’Amore e la pazienza di ascoltare il tuo cuore e indicarti la strada.
Non essere triste ...Una strada si trova sempre, non perdere la fiducia Chiamami, ... le Carte risponderanno alle tue domande, ti indicheranno una via, la felicità e la serenità persa ritornerà, credimi.
 
 
Non ti ama? …  Non ti vuole più? … Ti tradisce? … Vuoi sapere se torna e quando torna? … Hai perso il lavoro, vuoi trovare un lavoro? ... Sono le domande più frequenti...
 
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Ritengo importante ( Serietà Onestà e Attendibilità Provata ) quindi, poche parole.
Desidero presentarmi e parlarvi un poco di me.
Questa strada, come prevede, la prassi protocollare — e col tempo ho sviluppato in me questo Dono, sono divenuto Sensitivo, ho iniziato a praticare la Cartomanzia, con l’uso dei 22 Arcani Maggiori, nella zona dei Navigli a Milano, ho ricevuto grande soddisfazione morale da parte di tutti con gradi elogi, poi ho sentito la necessità di approfondire, la Radioestesia e a contatto con il Pendolo, da subito ho avuto un grande riscontro, ora pratico a Milano.
Sono divenuto SENSITIVO, per Dono ricevuto e farò tutto il possibile per mantenermi all’Altezza, del Dono ricevuto Amore Serietà e Fedeltà.
 
Claudio
 
I TAROCCHI Strumento di conoscenza
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Effemeridi Carta del Cielo

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Il mio nome


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La Carta del Cielo o Oroscopo Personale è la fotografia Celeste della Tua Nascita e costituisce un elemento identificativo veramente unico; pochi secondi, un luogo diverso, fanno si che il tuo tema natale, il tuo oroscopo (dal greco : Osservazione del tempo) , sia veramente unico, e che non ce ne sia un altro su tutto il Pianeta Terra che possa essere uguale al tuo. La Carta del Cielo, per la legge delle correlazioni, così in alto e così in basso, non è che il riflesso di noi “Microcosmo” sul cielo stellato, il “Macrocosmo”. Quindi anche se la Terra ruota intorno al Sole , noi disegniamo la Carta, dal nostro punto d’osservazione, La Terra. Così partendo dal nostro punto di osservatori immaginiamo la Terra al centro di una “Sfera Celeste”, dove si collocano il Sole, la Luna e tutti gli altri pianeti del nostro sistema solare. Sullo sfondo di questi percorsi celesti disegniamo una cintura, o un Cerchio, conosciuto come Fascia Zodiacale (dal greco: Circolo delle figure viventi), diviso in 12 Segni, sezioni di 30° che partono dal punto vernale (o equinozio di primavera o 0° del Segno dell’Ariete). Su questa mappa, o Carta del Cielo, o meglio ancora Tema Natale, noi abbiamo tutti gli elementi indispensabili per una interpretazione dell’Oroscopo o Tema Natale : segni, pianeti, case, distanze angolari e aspetti.

 

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Claudio

I Tarocchi ed Eliphas Levi e la kabbalah
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RADIOESTESIA

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“ Il Pendolo in Movimento ”
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La pratica della RADIOESTESIA è una pratica attendibile a patto che, sia un vero “ SENSITIVO ” a Sostenere il Pendolo.
 
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“ All'interno del sito, troverete informazioni utili per spiegare bene di cosa si tratta ”
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RADIOESTESIA
 
Il termine RADIOESTESIA, da radio-estesia, significa “ sensibilità alle radiazioni ”.
Il nome, relativamente moderno, indica un fenomeno conosciuto dai popoli della più remota antichità: cinesi, sumeri, etruschi, egiziani, i quali si servivano della bacchetta e del pendolino.
Nel primo caso, cioè con l’uso della BACCHETTA, la ricerca era chiamata RABDOMANZIA, da rabdo-manteia, o “ verga divinatoria ”, che in forma di forcina, veniva adoperata soprattutto nella ricerca di correnti d’acqua o di altri elementi nascosti nel sottosuolo: petrolio, metalli, tombe…..
Il PENDOLINO, invece, benchè valga a eseguire anche le suddette ricerche, viene usato specialmente in quelle pratiche in ambiente chiuso, a tavolino.

Il fenomeno radioestesico è basato sul principio che ogni corpo, oltre ad emettere le proprie radiazioni, viene, per così dire, bombardato da quelle emesse dagli altri corpi vicini e lontani.
Di conseguenza, ogni essere umano in relazione con gli altri esseri, forma un complesso nel quale si distinguono le parti seguenti:
ENTE RADIANTE – PERSONA RICEVENTE – CERVELLO SELEZIONANTE E AMPLIFICANTE – APPARECCHIO EVIDENZIATORE.

Tale fenomeno avviene in modo analogo a quello delle radiotrasmissioni:
STAZIONE EMITTENTE – STAZIONE RICEVENTE –SINTONIZZATORE E AMPLIFICATORE – TRADUTTORE ACUSTICO.

Come nell’uso dell’apparecchio radio si devono escludere tutte le stazioni che non interessano, così il radioestesista deve escludere gli altri esseri per captare unicamente le RADIAZIONI emesse dall’oggetto della ricerca. Radiazioni che vengono evidenziate dal movimento dell’apparecchio.
 
Nel quadrinomio radioestesico sopra indicato, la persona ricevente, cioè l’OPERATORE, è senza dubbio l’elemento più importante. I non – credenti, nel veder muovere l’apparecchio, pensano che sia solo un trucco dell’operatore, che a suo piacimento comanda il pendolo. I profani, invece, nel veder muovere l’apparecchio, pensano che sia questo a possedere la magica sensibilità di rivelare l’occulto. Invece, la bacchetta e il pendolino, rivelano quanto avviene nell’intimo dell’operatore e, precisamente, nel suo sistema neuro – psichico, capace di segnalare quanto è utile alla nostra esistenza con premonizioni circa il parlare o il tacere, il fare o il non fare una cosa, sull’opportunità o non di prendere un cibo, una bevanda, una medicina, e così via.
I responsi radioestesici non riguardano soltanto persone e oggetti esistenti nell’immediata sfera d’azione dell’operatore, ma possono riferirsi a esseri dislocati anche a grandissima distanza.
In questo caso, al fenomeno, si dà il nome di TELERADIOESTESIA, che significa appunto “ Radioestesia a distanza ”. Durante l’operazione, il radioestesista, per meglio captare le radiazioni della persona o dell’oggetto della sua ricerca, si serve di un “testimone”, cioè di qualche cosa che ne faccia le veci. Questa operazione richiede una grande capacità di concentrazione in chi la pratica.
 
L’ambito della radioestesia e della teleradioestesia, è molto vasto.
Ecco i campi principali ai quali si estende:
1. Scoperta di correnti d’acqua sotterranee, di giacimenti minerari: metalli, petrolio, metano…
2. Ritrovamento di oggetti smarriti, di persone, di cadaveri nascosti, di ruderi archeologici, di cimeli…..
3. Diagnosi mediche con ricerca di squilibri energetici, scelta delle terapie, del medico, delle medicine, della dieta, degli alimenti….
4. Analisi chimiche.
5. Misura del grado di intelligenza di una persona.
6. Scoperta delle attitudini, dei sentimenti, delle qualità, dei difetti….
7. Scelta dei concimi utili ad un dato terreno.
8. Prova di autenticità di un’opera d’arte.
9. Prova circa il valore di preziosi e di monete antiche.
10. Ricerche giudiziarie, militari, poliziesche…
 
TESTIMONI RADIOESTESICI

 
Questo testimone, fungendo da antenna, serve al radioestesista per captare le onde emesse dall’oggetto della ricerca o per lo meno, a meglio concentrarsi su di esso.
 
– Il TESTIMONE NATURALE può essere un campione della sostanza se trattasi di acqua, petrolio, minerali, etc…., se si tratta di una persona, può servire una ciocca di capelli, un pezzo d’unghia, una goccia di sangue, urina o saliva (raccolte su carta assorbente).
 
– Il TESTIMONE IMPREGNATO può essere un fazzoletto o un qualunque oggetto adoperato o indossato dalla persona da analizzare. Tali oggetti sono appunto “impregnati” dalle radiazioni emanate dalla persona.
 
– Il TESTIMONE FOTOGRAFICO è di particolare importanza. La fotografia infatti, è una raffigurazione bidimensionale dell’oggetto (cosa o persona), formata da una serie di punti d’argento fissati su un supporto dielettro–colloidale. In determinate condizioni si spazio, la fotografia assume lo stato di risonanza radionica con la cosa o la persona che raffigura.
 
– Il TESTIMONE SCRITTURA, al pari degli altri, è ugualmente utile e consiste in uno scritto della persona oggetto di ricerca. Lo scritto può essere stato vergato in qualunque tempo, perché non si tratta di una ricerca grafologica, ma radioestesica. Mentre nel primo caso la scrittura rivela lo stato psichico che la persona aveva al momento in cui scrisse, nel secondo il radioestesista viene a conoscere le disposizioni attuali dello scrivente, anche se il foglio fu stilato molto tempo prima: esso infatti funge da “ antenna ”.
 
 
PENDOLO PER INSERIMENTO DI TESTIMONE
 
GLI STRUMENTI USATI DAI RADIOESTESISTI
 
IL PENDOLO
Lo strumento più diffuso da chi pratica Radioestesia è senza dubbio il Pendolo.
Il Pendolo è uno strumento composto da un corpo (a sfera con punta, a cono rovesciato, a ghianda, a goccia, a spirale, ecc.) e da un fili morbido (cioè non rigido) a esso attaccato.
 
Spesso il Pendolo dispone anche di un alloggiamento interno al corpo per il " testimone " che si vuole misurare. Il peso del corpo varia normalmente dai 30 ai 70 grammi, a seconda della lunghezza del filo e della capacità di chi lo usa. Tenendo in mano il filo, il corpo deve cadere a piombo. Buona norma per ottenere misurazioni attendibili con pochissimi o nessun errore, è il rimanere con la fronte rivolta verso Est, non calzare scarpe di gomma durante le misurazioni, non tenere le gambe incrociate e appoggiare entrambi i piedi saldamente a terra.
Il Pendolo viene tenuto all'estremità del filo, tra i polpastrelli di indice e pollice oppure tra il secondo metacarpo dell'indice ed il polpastrello del pollice, lasciando cadere il corpo verso il basso.
L'operatore pone una domanda che può avere una risposta affermativa o negativa e osserva il movimento del Pendolo stesso. Normalmente il senso orario dà risposta affermativa, l'antiorario negativa.
Quando si pone al Pendolo una domanda più complessa, si ricorre normalmente alle scale graduate oppure alle tabelle o dei quadranti appositi che ci danno indicazioni quantitative o qualitative delle risposte.
Facciamo un piccolo esempio: con il quadrante dei fiori di Bach, si può cercare il rimedio che serve a una persona guardando le oscillazioni del Pendolo nella direzione della scritta col nome del fiore stesso.
 
TAVOLE O QUADRANTI RADIOESTESICI
 
Importante, come abbiamo già spiegato, il concetto di Testimone. Per Testimone si intende un oggetto ( capelli, sangue, saliva, vestito, dati di nascita, firma, ecc.) appartenenti alla persona di cui si vuol chiedere informazioni, oppure una sua fotografia od altro che ricordi l'oggetto da misurare. Il Testimone è l'energia del soggetto che rende la misurazione radioestesica più attendibile.
Per spiegare come un Testimone possa rappresentare degnamente una persona, possiamo ricorrere alla Fisica, la quale ha dimostrato, con il Teorema di Bell, che esiste un'energia che lega particelle elementari di energia identiche fra loro e non permette che avvengano cambiamenti nelle informazioni di una, senza variare automaticamente e in modo identico le informazioni delle altre, con tutte le implicazioni che ciò comporta.
Questo è valido anche per la corrispondenza che si ha fra il sangue, ad esempio, ed il suo possessore, cosicchè, facendo misurazioni su di esso, è come se queste si effettuassero sull'individuo stesso. Se avverranno variazioni sulla persona, automaticamente avverranno le stesse modificazioni sul suo sangue, anche se si trovasse a milioni di chilometri di distanza.
Questa teoria viene sfruttata anche in RADIONICA, metodo di diagnosi e di cura a distanza tramite dei Circuiti o Tavole apposite.
 
 
ESEMPIO DI CIRCUITI RADIONICI PER USI CURATIVI
 

IL DETECTORE O LOBOANTENNA DI HARTMANN
 
 
Questo strumento prende il nome dal suo ideatore (un fisico tedesco) ed è costituito da una lega metallica, con sezione circolare, avente la forma che appare in foto.
 
Questo strumento viene utilizzato soltanto nel corso di misurazioni geobiologiche , per trovare le linee del reticolo di Hartmann.
Il reticolo di Hartmann è costituito da linee o strisce energetiche che attraversano la Terra in direzione Nord-Sud, parallele le une alle altre di larghezza pari a circa 20-21 cm. e distanti fra loro circa 2,5 metri e da altre che l'attraversano in direzione Est- Ovest di identica larghezza, ma distanti fra loro circa 2 metri. I punti d'incrocio di tali strisce si chiamano, come già visto, Nodi di Hartmann, e sono molto pericolosi per la salute se ci si trova a soggiornarvi sopra regolarmente. Alcuni ricercatori ne hanno messo in rilievo la pericolosità, considerandoli tutti uguali. Altri ricercatori, invece, non sono del tutto d'accordo. Non tutti tali incroci, infatti, hanno le caratteristiche della grande pericolosità.
In entrambe le direzioni troviamo un vero e proprio nodo geopatico intervallato da 6 perturbazioni energetiche leggere. Tale situazione fa in modo che esistano delle linee immaginarie che vanno nella direzione Nord-Ovest / Sud-Est di grande pericolosità, intervallate ad altre 6 linee immaginarie, nella stessa direzione, poco dannose.
 
 
RETICOLO DI HARTMANN
 
La distanza fra i punti che compongono tali linee è matematicamente data dall'ipotenusa del triangolo avente come cateti le distanze tra le strisce che compongono il reticolo stesso e cioè 2 e 2,5 metri.
In totale abbiamo un nodo geopatico, lungo le linee immaginarie pericolose ogni 3,2 metri circa.
L'operatore tiene l'antenna in tensione premendola tra i due indici delle mani posizionate l'una sopra l'altra (come in figura) e cammina lentamente nella direzione
Nord - Sud o Est - Ovest.
Quando l' Antenna o Detectore si piega orizzontalmente, significa che ha trovato una delle linee che compongono il reticolo.
Camminando nella direzione perpendicolare a quella appena trovata, rileverà in pochi metri un nuovo spostamento delle antenne che indicheranno l'incrocio con una linea del reticolo proveniente in quella direzione. Quel punto d'incrocio è un Nodo di Hartmann, altrimenti detto Nodo Geopatico.
 
 
BIOTENSOR O BIORILEVATORE
 
Il Biotensor è stato ideato dal Dottor Oberbach ed è uno strumento di grandissima sensibilità. Esso consiste in una manopola, normalmente adattabile in lunghezza, di metallo o di legno, collegata ad un filo rigido sottile, di sezione circolare, d'acciaio, alla cui estremità sono attaccati una spirale oppure un anello vuoto all'interno o parzialmente pieno o, ancora, contenente una spirale.
 
L'operatore impugna la manopola del Biotensor, posizionando l'anello posto all'estremità parallelamente ( posizione a O ) o perpendicolarmente ( posizione a I ) al terreno o all'oggetto da misurare. A seconda del tipo di movimento dell'anello (se taglia, se ritorna, se si muove orizzontalmente, o ancora se il movimento è verticale, se gira in senso orario o antiorario o se resta fermo) si possono dedurre le risposte alle domande sull' oggetto misurato.
Nel nostro negozio on line troverete vari tipi di Biotensor Professionali e punte di ricambio per effettuare rilevazioni e diagnosi di vari tipi.
 
 
LE BACCHETTE A ELLE O ANTENNE ELLEMANIA
 
Veniamo ora alle Bacchette Ellemania:
Questo strumento può essere definito una derivazione della Forcella; lo utilizziamo normalmente quando vogliamo ottenere una misurazione di particolari tipi di energia. Si tratta di due bacchette che possono essere costituite di vari materiali: rame, ferro, ottone o una lega particolare ( che è la più sensibile e viene utilizzata da Radioestesisti professionali ), anche se non tutti i materiali rispondono allo stesso modo alle sollecitazioni energetiche che misurano.
La loro lunghezza è di circa 50 cm., piegate a 90° a 35/40 cm. da una delle estremità.
Si usano impugnandole delicatamente, dalla parte più corta, in modo da consentire loro il movimento, tenendole parallele fra loro e con i gomiti lungo i fianchi.
Quando le Bacchette sono stabili in questa posizione, l'operatore cammina dinanzi a sè lentamente. Incontrando una forma di energia o un'anomalia energetica ( positiva o negativa che sia ), le Bacchette si piegano, segnalando così tale irregolarità.
Per la verità, normalmente, solo una Bacchetta si piega, quella tenuta con la mano destra.
Per effettuare una diagnosi radioestesica, se l’oggetto della ricerca è lontano o riguarda una persona assente, il radioestesista adopera un testimone, cioè qualche cosa che ne faccia le veci.

Claudio
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“ Clicca il File “ Sottostante” per vedere il Pendolo in Movimento ”
Il Pendolo Il Pendolo [2.435 Kb]

SENSITIVO CARTOMANTE CONSULTI

SENSITIVO CARTOMANTE CONSULTI - cartomante cartomanzia
http://www.youtube.com/watch?v=pAhfXW9XURY
http://www.youtube.com/watch?v=jZU8sfaLvZs


L'obiettivo di questa rubrica non é quello di competere e neppure di stabilire delle verità ma é  quello di aprire un dialogo senza preconcetti, su ciò che molti discutono e forse, non tutti conoscono, mettendo del vostro sempre nel rispetto di tutti quindi : ...



“ La serietà, ma non solo ”


Sentitevi liberi di lasciare i vostri commenti ... il dibattito é aperto ...
 
 
 
Oggi 13.11.11 - ore : 21.00
Do inizio ad una serie di argomentazioni, molto discusse.
Voglio iniziare con quello che una mia Passione, L’universo
Con scadenza, all'incirca settimanale gli articoli cambieranno.
 
Prefazione :
Mi rivolgo a coloro che amano l’universo, oppure coloro che si rivolgono ad astronomi per conoscere…
Chiedete al cielo quale è il vostro posto o perché ci siete ? … Volete sapere il perché di una stella o dove si trova, quanto è distante ecc… …
Tante domande che riguardano: “ il nostro Universo ” iniziamo a vedere se possiamo dare delle risposte
 
 
03.02.12 - ore : 21.00
15° Boote

Nome italiano: Boote (il Bovaro, il Bifolco)
Abbreviazione: Boo
Estensione: 907° quadrati circa
a: da 13 40m a 15h 50m circa
d: da +7° a +55° circa

Boote é una costellazione facilmente riconoscibile, con la sua caratteristica sagoma simile a quella di un grande aquilone, dominato dalla splendente Arturo, una delle stelle più brillanti del cielo. Ricca di stelle di stelle interessanti, é invece povera di nebulae piuttosto cospicue.

A nord la costellazione confina con il Dragone e con l’Orsa Maggiore, ad est continua
l’Orsa Maggiore, poi i Cani da Caccia, la Chioma di Berenice e la Vergine; a sud ancora
la Vergine, ad est la Testa del Serpente, la Corona Boreale, Ercole. La culminazione
ha luogo a maggio.
I miti legati a questa costellazione, alla figura di Bootes sono diversi. Una di queste identifica il personaggio (che generalmente viene raffigurato come un tipo rustico che impugna una mazza o una lancia) con Arcade, figlio di Callisto. Qualche volta é raffigurato con due cani al guinzaglio intenti a dare la caccia all’Orsa Maggiore intorno al polo: ma questa non può che essere una raffigurazione recente, dato che la costellazione dei Canes Venatici é stata introdotta soltanto nel XVII secolo, da Hevelius.
Il nome Boote potrebbe derivare anche da un termine greco che significa “rumoroso”, “urlante”, riferito alle grida di un mandriano verso i suoi animali. Boote é in qualche caso detto “l’Aratore”, perché la costellazione é vicina al Gran Carro, che é visto anche come un aratro. Così Bootes potrebbe commemorare l’inventore dell’aratro, che Zeus (Giove) avrebbe posto in cielo per volere di Demetra, dea dell’agricoltura.
L’associazione del Gran Carro con l’Orsa Maggiore porta ad identificare Bootes con la storia di Zeus che seduce Callisto, la quale fu tramutata in orsa a causa della gelosia di Hera (Giunone). Callisto era la figlia del re Licaone d’Arcadia. Essa partorì il figlio Arcade quale frutto del suo rapporto con Zeus. Zeus fu invitato a pranzo dal padre della sua amante. Il re non era sicuro che il suo ospite fosse effettivamente il sommo dio Zeus. Così, egli sottopose il suo invitato ad un test piuttosto macabro. Licaone fece a pezzi il giovane Arcade, figlio di Zeus, e lo servì al dio stesso come pietanza per il pranzo. Ovviamente Zeus comprese subito ciò che era successo. Egli scagliò i suoi fulmini per uccidere i figli di Licaone, e quindi trasformò lo stesso Licaone in un lupo. Quindi rimise assieme i pezzi di Arcade e lo resuscitò. Arcade fu dato da allevare alla Pleiade Maia. (Ovviamente non poteva essere allevato dalla propria madre, dato che Callisto a quel tempo andava vagando per la foresta sotto forma di orsa).
Più tardi, divenuto adolescente, Arcade, cacciando nella foresta, incontrò Callisto. Naturalmente non la riconobbe: e da buon cacciatore, ebbe subito desiderio di uccidere la grande orsa e prenderne la pelliccia come trofeo. Callisto fuggì per i boschi fino al tempio di Zeus, con Arcade sempre appresso, implacabile. Dal suo tempio, Zeus spedì Callisto e suo figlio in cielo, dove Callisto divenne l’Orsa Maggiore e Arcade divenne Bootes, conduttore di orsi.
Un altro mito identifica Bootes con Icario, celebre per aver ricevuto in dono dal dio Dioniso (Bacco) il segreto della produzione del vino. Icario fu ucciso dai contadini che, dopo essersi ubriacati con la nuova bevanda, si convinsero che egli li aveva avvelenati col suo vino. Maera, il fedele cane di Icario, corse a casa latrando di dolore e guidò la figlia di Icario ai miseri resti del padre. La povera Erigone, sopraffatta dal dolore, si impiccò. Gli dei ebbero pietà della famiglia di Icario e portarono in cielo tutti e tre come costellazioni: Icario divenne Bootes, Erigone la Vergine, e Maera il Cane Minore.


Claudio
 
 
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Iniziati alla: SCUOLA di ARTI ANTICHE

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L'obiettivo di questa rubrica non é quello di competere e neppure di stabilire delle verità ma é  quello di aprire un dialogo senza preconcetti, su ciò che molti discutono e forse, non tutti conoscono, mettendo del vostro sempre nel rispetto di tutti quindi : ...Sentitevi liberi di lasciare i vostri commenti ... il dibattito é aperto ...



Studiosi del passato


 
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Oggi 13.11.11 - ore : 21.00
Do inizio ad una serie di argomentazioni, molto discusse.
Voglio iniziare con quello che é il mio primo amore, La Divinazione con l'uso dei 22 Arcani Maggiori

I Tarocchi
 
Con scadenza, all'incirca settimanale gli articoli cambieranno.
Buona lettura ...

Prefazione :
Mi rivolgo a coloro che amano i tarocchi, oppure coloro che si rivolgono ai consulti, presupponendo che hanno un interesse, visto che lo pagano …
Chiedete un consulto che possa tracciare la vostra via prima di prendere decisioni del tipo … Cerco un pertner, devo accettare un lavoro, devo affrontare una decisione importante perché, … a cose ormai fatte spesso si raccolgono soltanto i cocci … Meditate e cercatevi un Sensitivo vero
 
Tante domande che riguardano la “ Cartomanzia ” iniziamo a vedere se possiamo dare delle risposte

 
03.02.12 - ore : 21.00
15° Riflessioni sull'Alchimia
 
 
Riflessioni sull'Alchimia
di Elena Frasca Odorizzi indice articoli

La Via Alchemica in una Rivisitazione del Tarocco del Carro
Marzo 2009
pagina 1/2 - pagina successiva

Da ormai qualche anno desidero disegnare un mazzo di Tarocchi in chiave Alchemica, ma prima di “gettarmi in questa impresa”, ho preferito dedicarmi allo studio dell'evoluzione iconografica degli Arcani Maggiori dal punto di vista dell'Esoterismo Tradizionale.
Nell'attesa, mi è capitato di partecipare a un'iniziativa di gruppo, nella quale ho realizzato una mia interpretazione del Tarocco del Carro.
Questo progetto prevedeva che persone con esperienze diverse, tanto nella vita che in ambito esoterico, scegliessero una tra le 22 carte dei Tarocchi e la realizzassero usando la tecnica artistica che consideravano più congeniale per esprimersi (illustrazione, computer grafica, collage, scrapbooking, tessitura, ecc.).
La forma del mazzo poteva essere sia quadrata che rettangolare e io ho scelto tra le carte restanti del mazzo quadrato.
Lo scopo finale di questo “gioco” era compiere un Viaggio nel quale ci saremmo rispecchiati nei significati di una carta che sentivamo affine (od ostile), creando un mazzo comune.
Senza alcuna pretesa di tradizionalismo ci siamo lasciati guidare esclusivamente dal desiderio di farci coinvolgere dai simboli e alla fine ognuno ha consegnato la sua carta, con tanto di parafrasi personale. Quella che segue è la spiegazione del mio Tarocco.


In origine (1442) il gioco dei Tarocchi si chiamava Ludus Triomphorum, (Gioco dei Trionfi) e solo dal XVI prese il nome di Gioco dei Tarocchi.
Nel VII Arcano questa idea di “trionfo” trova la sua perfezione, in quanto la carta rappresentata è un cocchio trionfale, simile a quello che i consoli vittoriosi e gli imperatori usavano per andare in Campidoglio a ricevere il triunphum.
Nel mazzo Visconti, che è uno dei più antichi (1450), il Carro viene trainato da due cavalli bianchi alati, guidati, senza briglie, dalla rappresentazione tardo medioevale/rinascimentale della Fama.
L’immagine femminile, nelle fattezze di una Donna regale con i simboli del potere imperiale nelle mani (lo scettro e il globo), fu rapidamente sostituita dalla figura di un condottiero vittorioso, come quello delle carte di Carlo VI (Il Tarocco Gringonneur).
Nel corso dei secoli, anche l’iconografia dei cavalli subì dei cambiamenti, forse a causa del loro stesso significato che richiamava alla mente il mito della biga alata di Platone, riproposto nel Rinascimento dalla corrente ermetico-neoplatonica del cenacolo fiorentino presieduto da Marsilio Ficino.
Il mito del Carro si trova nel Fedro e servì a Platone per spiegare che la tensione spirituale verso la conoscenza (il Nosce te Ipsum Delfico ) era provocata dall'Immortalità stessa dell’Anima, la quale voleva e poteva sottrarsi al ciclo delle rinascite, attraverso un processo di reminescenzachiamato Anamnesi Platonica.
Secondo il filosofo Ateniese, l’Anima aveva perso le ali ed era precipitata sulla terra, ma vita dopo vita, ogni volta che percorreva la Via del bene e della saggezza, ricordava gli istanti durante i quali si era potuta sollevare al di sopra delle passioni, gettando uno sguardo nella “regione iperuranica”: nel «campo della verità» dove si trova il «pascolo adatto alla parte migliore dell’anima, onde si nutre la natura delle ali per cui l’anima si libra in alto».
Solamente ogni diecimila anni è possibile tornare «colà donde [l'Anima] mosse e recuperare le ali», ma ai Filosofi è concesso abbreviare di 3000 anni questo ciclo, perché, con la loro arte immaginativa e speculativa, possono contemplare più a lungo «la pianura» e ricordarsi meglio la strada del ritorno.
Gli ostacoli disseminati lungo il percorso sono creati dall’essere umano, che tiene una metà di se stesso nell'ignoranza, cioè in una sorta di disequilibrio conflittuale interno, che lo porta alla “non conoscenza” dei meccanismi delle sue due Menti (i Cavalli), con conseguente incapacità di controllo sulla totalità del suo Essere Individuale (Auriga che si fa guidare dai suoi Cavalli):

«(XXV,246) [l'Anima è simile] ad una congenita forza alata d’una coppia di cavalli e d’un auriga: ma i cavalli e gli aurighi divini son tutti buoni e di buon lignaggio; quelli degli altri: misti.
E in primo luogo, nel caso degli uomini, l’auriga guida, sì, la pariglia, ma dei suoi cavalli l’uno è eccellente e di razza eccellente, l’altro di pessima razza e pessimo esso stesso; e per conseguenza l’opera dell’auriga non può non riuscir penosa e difficile.
Cosicché quando gli Dei guidano i loro carri (XXVI,247-8) […] ascendono verso il culmine della volta celeste per una via erta, dove i loro carri, bene equilibrati e perciò agevoli a guidare, s’avanzano con facilità, ma gli altri a stento, perché il cattivo cavallo fa peso, inclinando verso la terra e trascinando l’auriga da cui non sia stato convenientemente addestrato.
E qui l’anima ha da sostenere lo sforzo e la prova più ardua.
Giacché le anime che si dicono immortali, giunte sull’alto, uscite fuori, si fermano sulla volta celeste e, tratte in giro dal moto circolare, contemplano tutto quello che è al di fuori del cielo.»

Impossibile non sentire l'eco di queste parole nell'Antro delle Ninfe di Porfirio, laddove si parla di “Anime Immortali che ascendono agli Dei attraverso le parti Meridionali”, così come non si possono non intravedere probabili contaminazioni culturalitra le Upanishad Indiane e il Mito del Carro di Platone, leggendo questi passi scelti:

«[Upanishad Svetasvara, II, 9 ]: L'aspirante deve tenere la mente sotto perfetto controllo, come un cocchiere tiene alle redini i destrieri bizzarri. [Katha Upanishad I, III, 3] Il corpo é simile a un carro di cui l'Atman é il padrone. [...] quando l'io resta associato al corpo e agli oggetti corporei dei sensi, anche la mente diventa irrequieta, al pari di un cavallo riottoso nelle mani del guidatore. Allora l'uomo perde se stesso [I, III, 5].
Ma quando si ha il controllo della propria mente attraverso una severa padronanza dei sensi e si acquista la discriminazione, si acquista un potere completo sui sensi, proprio come il guidatore padroneggia cavalli addestrati. [I, III, 6]»

L'altra importante influenza sulla formazione ideologica della carta del Carro, proviene dall'Esoterismo Ottocentesco. In quel periodo, coloro che si interessavano ai Tarocchi erano fortemente debitori del pensiero occultista di Eliphas Levi e mescolavano elementi Egizi con insegnamenti provenienti dalla Qabbalah.
Da Oscar Wirth (1889) in poi, i due cavalli vennero, quindi, sostituti da altrettante Sfingi Egizie e il significato del Carro risentì degli influssi ebraici del percorso mistico del Maase Merkavà, la Via o l'Opera del Carro. Questo cammino si fondava sul primo libro di Ezechiele (I, 5-28), nel quale Dio si rivela splendente al Profeta, su un carro cosmico guidato dai Chayot, le 4 creature viventi:

«[5] Al centro apparve la figura di quattro esseri animati, dei quali questo era l'aspetto: avevano sembianza umana [6] e avevano ciascuno quattro facce e quattro ali. […] [10] Quanto alle loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d'uomo; poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra e, ognuno dei quattro, fattezze d'aquila. […] [21] Quando essi si muovevano, esse si muovevano; quando essi si fermavano, esse si fermavano e, quando essi si alzavano da terra, anche le ruote ugualmente si alzavano, perché lo spirito dell'essere vivente era nelle ruote. […] [26] Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve come una pietra di zaffìro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane. [27] Da ciò che sembrava essere dai fianchi in su, mi apparve splendido come l'elettro e da ciò che sembrava dai fianchi in giù, mi apparve come di fuoco.
Era circondato da uno splendore [28] il cui aspetto era simile a quello dell'arcobaleno nelle nubi in un giorno di pioggia.»

L'immagine dei Chayot fu ripresa da Giovanni nell'Apocalisse [IV, 4-7], che però attribuì un solo aspetto a ciascuno dei quattro esseri, che accompagnavano il trono divino:

«[4] Attorno al trono, poi, c'erano ventiquattro seggi e sui seggi stavano seduti ventiquattro vegliardi avvolti in candide vesti con corone d'oro sul capo.[5] Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; sette lampade accese ardevano davanti al trono, simbolo dei sette spiriti di Dio. [6] Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo. In mezzo al trono e intorno al trono vi erano quattro esseri viventi pieni d'occhi davanti e di dietro. [7] Il primo vivente era simile a un leone, il secondo essere vivente aveva l'aspetto di un vitello, il terzo vivente aveva l'aspetto d'uomo, il quarto vivente era simile a un'aquila mentre vola.»

S. Ireneo fu il primo a collegare i quattro Evangelisti alle quattro creature viventi, così come descritte da Giovanni e da allora: Marco fu associato al Leone (Fuoco), Giovanni all'Aquila (Aria), Matteo a una Figura Angelica o Femminile (Acqua) e Luca al Toro (Terra).
Questi 4 animali sono gli stessi che Crowley (1944) usò al posto dei due cavalli per il suo Tarocco del Carro, mentre Wirth preferì le Sfingi, non solo come riferimento all'Arcana Sapienza Egizia, ma forse anche come immagine simbolica dei Cayot di Ezechiele, dato che questi esseri hanno contemporaneamente corpo taurino, ali d’aquila, zampe di leone e testa di Donna.

Partendo da queste premesse storico-simboliche, ho cercato di trasportare la mia rappresentazione del Carro nella nostra epoca, provando a racchiudere in esso i significati del passato, del presente e tutte le suggestioni esoteriche occidentali e orientali che questo Arcano suscita in me.
Vedi su Riflessioni.it, il mio L'evoluzione della Simbologia degli Arcani Maggiori nei mazzi di Tarocchi delle Scuole Esoteriche Tradizionali del XIX – XX secolo, tra Ermetismo e Magia.
PLATONE, Tutte le Opere, Milano, Sansoni Editore, 1993, Fedro, XXIV – XXIX, 245-249
«[67] Gesù disse: “Colui che conosce il tutto, ma è privo (della conoscenza) di se stesso, è privo del tutto”.» Vangelo Gnostico di Tomaso.
Cfr. anche le credenze degli Orfici e dei Pitagorici nella Metempsicosi.
Va detto, però, che Platone scambia l'intuizione e le altre abilità degli emisferi cerebrali per un sapere preesistente e dimenticato al momento della nascita (cfr. Orfici e Pitagorici).
Questo sapere non avrebbe niente a che vedere con l'esperienza sensibile, ma verrebbe risvegliato gradualmente con l'aiuto della conoscenza intellettiva degli oggetti sensibili.
Al contrario, nella psicoterapia moderna, pur restando assolutamente valido il concetto di base che “Conoscere è Ricordare”, la reminescenza emerge grazie all'analisi dell'esperienza accumulata nelle varie età della vita che stiamo sperimentando qui e ora, senza tirare in ballo vite precedenti.
Cfr la Maieutica Socratica.
Per Socrate il saper porre la domanda giusta, il saper domandare è essenziale per saper interpretare e quindi saper comprendere.
PLATONE, Fedro, XXVIII , 248
Cfr. Il Mito della Caverna.
A questo proposito vedere la mia riflessione sull'Alchimia Spirituale e gli Emisferi Cerebrali, su Riflessioni.it
«Due sono le porte, l’una che scende verso Borea è per gli uomini, l’altra verso Noto ha (un carattere) più divino; per di là non entrano gli uomini, ché è la via degli immortali. [...] E rettamente gli ingressi dell’antro volti a Borea discendono per gli uomini, mentre le parti di Meridione non sono proprie agli dèi, ma a coloro che ascendono agli dèi.» Porfirio, L’Antro delle Ninfe (De antro Nympharum), Collezione Sebastiani, Milano, Archè, 1974 , XXIII, p. 46 . Il libro può essere consultato su Zenit http://www.zen-it.com/symbol/porfirio.htm
Il carro era evidentemente una immagine quotidiana per quel tempo, ma attraverso l'Asia Minore (dove sorse la Filosofia Naturalistica), vi è sempre stato un flusso di scambio tra Occidente e Oriente.
Vedi: Paolo Scroccaro, Platone e le Upanishad, in http://www.estovest.net/tradizione/platoupanish.html
Gli Evangelisti erano visti come i quattro pilastri del mondo cristiano.
S. Ireneo, originario dell'Asia Minore, fu Vescovo di Lione (180 d. C. circa). Difese la scelta di soli 4 Vangeli , adducendo come l'analogia con i 4 punti cardinali, i 4 esserei viventi dell'Apocalisse, i 4 fiumi del Paradiso, ecc. Di conseguenza associò anche i 4 Evangelisti alle 4 Creature Viventi dell'Apocalisse di Giovanni.
Questo portò in seguito anche alla creazione di una “tabella di corrispondenze” usata dai Maghi in riferimento al Tetragrammaton, cioè le 4 lettere del nome di Dio, in associazione ai 4 elementi, le 4 direzioni astronomiche, i 4 segni zodiacali fissi, ecc.
Questa è l'attribuzione rivista e imposta da S. Girolamo, perché la sua motivazione la più convincente: «Matteo è raffigurato dall’uomo perché nella prima pagina riporta la genealogia di Gesù, e dunque parla della sua origine umana. Marco invece è il leone perché nella prima pagina presenta il Battista che, come un leone, grida la sua testimonianza nel deserto. Luca è rappresentato dal toro perché introduce come primo personaggio del suo racconto Zaccaria, il padre del Battista, il quale, essendo sacerdote del tempio, come tale offriva sacrifici di tori.
Giovanni infine è l’aquila, per il volo sublime dell’inno al Verbo con cui si apre il suo sublime vangelo. Per S. Ireneo l’Aquila, invece, era il simbolo di Marco e il Leone di Giovanni» Vedi: GIANCARLO BIGUZZI, I simboli dei 4 Evangelisti.
 
 
 
Claudio

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http://www.cartomante-bantan.com/1/oroscopo_tema_natale_ti_permette_di_vedere_dalla_nascita_le_tue_potenzialita_1350093.html
http://www.cartomante-bantan.com/1/felicita_si_puo_raggiungere_si_puo_trovare_5841380.html

http://www.cartomante-bantan.com/1/storia_dell_esoterismo_5837682.html
http://www.cartomante-bantan.com/1/biotensor_o_bio_tensore_valore_dello_strumento_antico_per_ricerche_energetiche_5884786.html

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  • 05/02/2012 10:12
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